Trump minaccia sanzioni, l’inviato Witkoff vola a Mosca
La Russia ha ufficialmente dichiarato di non sentirsi più vincolata dalla moratoria unilaterale sul dispiegamento di missili a medio e corto raggio, riaccendendo i timori per una nuova corsa agli armamenti in Europa e in Asia. Lo ha annunciato il Ministero degli Esteri russo, spiegando che “le condizioni per il rispetto della moratoria sono venute meno”, a causa di “azioni ostili dell’Occidente” in materia di proliferazione. Il riferimento è alla fine del Trattato INF (Intermediate-Range Nuclear Forces Treaty), siglato nel 1987 da Ronald Reagan e Michail Gorbaciov e poi abbandonato nel 2018 dagli Stati Uniti sotto l’amministrazione Trump. L’accordo vietava l’installazione di missili balistici e da crociera terrestri con gittata tra 500 e 5.500 km. secondo Washington, Mosca aveva ripetutamente violato i termini dell’accordo, motivo per cui si era proceduto al ritiro.
“Con il crescente rischio rappresentato dal possibile posizionamento di missili americani in Europa e nell’Asia-Pacifico – si legge nella nota russa – la Federazione Russa non ritiene più valida l’autolimitazione adottata in passato”. La revoca della moratoria, secondo fonti della Tass, è già operativa, anche se non sono ancora stati comunicati piani concreti di dispiegamento. Mosca sottolinea di non avere altra scelta. “Gli avvertimenti sono stati ignorati – afferma il ministero – e ora la sicurezza della Russia richiede misure speciali”. Il riferimento è alla possibilità che gli Stati Uniti stiano valutando l’installazione di missili terrestri nei paesi della NATO più vicini ai confini russi.
Nel frattempo, si muove anche la diplomazia. L’inviato speciale del presidente americano Donald Trump, Steve Witkoff, sarà domani a Mosca con l’obiettivo di sbloccare lo stallo sul conflitto ucraino e, secondo indiscrezioni, anche per discutere della nuova strategia russa in campo missilistico. Trump, parlando alla stampa, ha confermato l’incontro: “L’obiettivo è raggiungere un accordo per far cessare le uccisioni”. Ma ha anche lanciato un monito: “Se Putin non accetterà un cessate il fuoco, scatteranno nuove sanzioni”, i russi “sono bravi ad aggirarle”, ma “questa volta vedremo cosa succederà”.
Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha definito la visita “importante e utile”, lasciando intendere che non è escluso un incontro diretto tra Witkoff e Vladimir Putin. “Siamo sempre aperti al dialogo costruttivo”, ha affermato, sottolineando però che la posizione della Russia in merito alla moratoria “è definitiva”. Dall’Ucraina, il consigliere presidenziale Mykhailo Podolyak ha dichiarato che, se Mosca non accetterà un accordo entro l’8 agosto, scatterà la “logistica irreversibile” per l’attivazione delle sanzioni secondarie sul petrolio russo. “Se non funzionerà, ci saranno altri passi: nuove sanzioni e più armi all’Ucraina”, ha detto in un’intervista al Guardian. Kiev non ripone grandi speranze nell’iniziativa americana, ma osserva con attenzione i segnali che arrivano da Washington. “Trump oggi è più propenso a sostenere militarmente l’Europa – ha detto ancora Podolyak – è un cambio di visione”.
(Red-Est/Adnkronos)
