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Eutanasia, la Corte esamina il caso di una donna paralizzata

Eutanasia, la Corte esamina il caso di una donna paralizzata

Per la prima volta si discute la somministrazione medica diretta Per la prima volta nella storia giuridica italiana, il tema dell’eutanasia è stato oggetto di udienza davanti alla Corte Costituzionale. Dopo anni di pronunce legate al suicidio medicalmente assistito, l’attenzione dei giudici si concentra ora sull’eventualità che un medico possa somministrare direttamente un farmaco letale a una persona malata, qualora quest’ultima, pur in possesso di tutti i requisiti di legge, sia fisicamente impossibilitata ad assumere autonomamente il composto. Il caso sottoposto all’esame della Consulta riguarda una donna toscana di 55 anni, identificata con lo pseudonimo “Libera”, affetta da una forma…
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Terzo no a Martina Oppelli, valuto Svizzera per suicidio assistito

Terzo no a Martina Oppelli, valuto Svizzera per suicidio assistito

La donna tetraplegica chiede fine vita, nuovo diniego ASL Terzo no a Martina Oppelli - Martina Oppelli, 49enne triestina affetta da sclerosi multipla progressiva, ha ricevuto il terzo diniego da parte dell’Azienda Sanitaria Universitaria Giuliano Isontina (ASUGI) in merito alla richiesta di accesso al suicidio medicalmente assistito, previsto dalla sentenza 242/2019 della Corte costituzionale. L’azienda continua a sostenere che la donna non sarebbe sottoposta a trattamenti di sostegno vitale, requisito imprescindibile per l’accesso alla procedura in Italia. Nonostante le sue gravi condizioni, la dipendenza totale da assistenza continuativa, una terapia farmacologica estesa e l’uso costante della macchina per la tosse…
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Eutanasia, depositata proposta per legalizzarla in Italia

Eutanasia, depositata proposta per legalizzarla in Italia

L'Associazione Coscioni avvia iter per legge di iniziativa popolare L’Associazione Luca Coscioni ha formalizzato oggi in Cassazione una nuova proposta di legge di iniziativa popolare mirata alla legalizzazione dell’eutanasia attiva e delle altre scelte di fine vita. Per avviare l’esame parlamentare del testo saranno richieste almeno 50.000 firme. L’intento è superare l’attuale normativa, ritenuta discriminatoria verso chi soffre in modo irreversibile ma non dipende da terapie salvavita. La proposta stabilisce condizioni chiare per ricorrere alla morte volontaria medicalmente assistita: possono farne richiesta cittadini maggiorenni, pienamente coscienti, affetti da malattie irreversibili o con prognosi infausta a breve termine, che provochino sofferenze…
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