L’Associazione Coscioni avvia iter per legge di iniziativa popolare
L’Associazione Luca Coscioni ha formalizzato oggi in Cassazione una nuova proposta di legge di iniziativa popolare mirata alla legalizzazione dell’eutanasia attiva e delle altre scelte di fine vita. Per avviare l’esame parlamentare del testo saranno richieste almeno 50.000 firme. L’intento è superare l’attuale normativa, ritenuta discriminatoria verso chi soffre in modo irreversibile ma non dipende da terapie salvavita.
La proposta stabilisce condizioni chiare per ricorrere alla morte volontaria medicalmente assistita: possono farne richiesta cittadini maggiorenni, pienamente coscienti, affetti da malattie irreversibili o con prognosi infausta a breve termine, che provochino sofferenze ritenute insopportabili. Il paziente potrà decidere se assumere autonomamente i farmaci per il fine vita o delegarne la somministrazione al medico, in funzione del proprio stato di salute e preferenze.
Il percorso dovrà avvenire all’interno del Servizio Sanitario Nazionale, con la possibilità di svolgersi in strutture pubbliche o convenzionate, oppure a domicilio con adeguato supporto clinico. L’intero iter, comprensivo delle valutazioni mediche e dei passaggi formali, dovrà concludersi entro 30 giorni. È garantito il diritto all’obiezione di coscienza per il personale sanitario, ma le strutture sanitarie dovranno comunque assicurare l’accesso alla procedura.
La raccolta firme inizierà nei prossimi giorni. L’Associazione evidenzia come, a fronte di quattro solleciti della Corte costituzionale, un referendum sottoscritto da oltre un milione di cittadini e diverse azioni civili, il Parlamento non abbia ancora affrontato la questione. Si richiede ora un dibattito istituzionale all’altezza di altri paesi europei come Spagna, Olanda, Belgio e Lussemburgo, dove l’eutanasia è già regolamentata.
Nel 2013, l’Associazione aveva già promosso una simile iniziativa, contribuendo alla legge sul testamento biologico. Oggi, tramite il proprio Numero Bianco, riceve quotidianamente richieste di informazioni da cittadini interessati ai propri diritti nel fine vita.
