Italofonia nasce a Villa Madama come comunità globale
Alla prima conferenza sull’Italofonia, ospitata a Villa Madama, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha delineato una visione che intreccia cultura, diplomazia e sviluppo economico. L’iniziativa segna l’avvio di una nuova stagione di cooperazione internazionale, con l’italiano proposto non solo come patrimonio culturale, ma come strumento concreto di crescita e di pace.
Tajani ha sottolineato come l’Italia, forte della sua vocazione industriale, possa dialogare con Paesi emergenti e sviluppati, creando accordi basati sullo scambio tra materie prime e competenze produttive. L’italiano, in questo quadro, diventa linguaggio di opportunità, capace di favorire relazioni economiche e di consolidare rapporti politici.
La comunità dell’Italofonia, ha spiegato il ministro, non si limiterà a un ambito culturale: sarà un luogo di legami attivi, aperto a chiunque desideri partecipare senza vincoli o obblighi economici. Il documento che verrà approvato rappresenta una scelta di libertà, un invito universale a condividere valori e prospettive.
In un contesto globale segnato da divisioni e muri, Tajani ha ribadito che l’italiano deve diventare lingua di ponti, capace di unire popoli e generazioni. La conferenza non è un evento isolato, ma il battesimo di una comunità internazionale che raccoglie chi parla, ama o vuole studiare l’italiano. Una giornata che segna l’inizio di un percorso destinato a rafforzare la presenza dell’Italia nel mondo, con la lingua come veicolo di dialogo e cooperazione.
(Spi/Adnkronos)
