Zelensky a Parigi: accordo sulle garanzie di sicurezza

Summit dei Volenterosi: unità UE-USA, no truppe italiane

La notizia scuote le fondamenta della crisi ucraina. In una Parigi illuminata dai riflettori della diplomazia internazionale, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha incontrato la “coalizione dei Volenterosi”, un gruppo di oltre 30 Paesi che hanno riaffermato il loro sostegno all’Ucraina in guerra. L’incontro è stato un evento chiave per definire i “passi concreti” verso le garanzie di sicurezza che l’Europa e gli Stati Uniti intendono fornire a Kiev per il futuro, un passo che il leader ucraino ha definito “centrale per qualsiasi garanzia di sicurezza nel periodo post-bellico”.

Zelensky non ha usato mezzi termini, sottolineando che un esercito ucraino forte è e sarà sempre l’elemento centrale delle future garanzie di sicurezza. “L’intenzione è chiara: porre fine a questa guerra il prima possibile e aprire la strada a negoziati diplomatici, garantendo al tempo stesso la sicurezza a lungo termine dell’Ucraina”, ha dichiarato.

Ma ha anche ribadito un concetto cruciale: il presidente russo Vladimir Putin “ha finora respinto tutti gli appelli ai negoziati di pace”. Questo atteggiamento, secondo Zelensky, dimostra la necessità di aumentare la pressione su Mosca, non solo con un forte sostegno militare a Kiev, ma anche con sanzioni economiche. Un 19° pacchetto di sanzioni dell’Unione Europea è già in preparazione.

Il vertice di Parigi ha visto la partecipazione di leader in presenza e in collegamento video, uniti dall’obiettivo comune di una pace duratura. La coesione mostrata, pur con sfumature diverse tra i Paesi, ha inviato un segnale forte.

Il presidente francese Emmanuel Macron e il primo ministro britannico Keir Starmer hanno co-presieduto l’incontro, e il primo ha annunciato che 26 Paesi si sono già impegnati a fornire garanzie di sicurezza. Non si tratta di dichiarare guerra alla Russia, ha precisato Macron, ma di schierare una “forza di rassicurazione” per il dopo-cessate il fuoco. Un segnale di fiducia che si affianca al monito che l’Eliseo lancia al Cremlino: se il comportamento di Putin non cambierà, nuove sanzioni verranno adottate congiuntamente agli Stati Uniti. Anche l’Italia ha voluto dare il suo contributo. La premier Giorgia Meloni, pur ribadendo la ferma decisione di non inviare truppe italiane in Ucraina, ha proposto un meccanismo di sicurezza collettiva ispirato all’articolo 5 del Trattato di Washington. Ha confermato, inoltre, l’apertura a supportare iniziative di monitoraggio e formazione al di fuori dei confini ucraini in caso di cessate il fuoco.

L’attenzione si è concentrata anche sulle parole di Donald Trump. Il presidente americano ha annunciato che parlerà molto presto con il leader del Cremlino per cercare una soluzione al conflitto e ha lanciato un avvertimento diretto a Putin: “Qualunque sia la sua scelta, potremmo esserne felici o infelici, e se saremo infelici, vedrete succedere delle cose”. Il ringraziamento speciale di Zelensky a Trump per il suo impegno sottolinea l’importanza del ruolo americano nel conflitto.

La reazione di Mosca non si è fatta attendere. Il Cremlino ha respinto l’ipotesi di qualsiasi intervento di truppe straniere in Ucraina, definendolo “inaccettabile”. La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha ribadito la posizione di Mosca che, nel frattempo, continua l’offensiva sul campo, con nuovi attacchi e la rivendicazione della conquista di nuovi territori. L’ombra della guerra, pur con tutti gli sforzi diplomatici, continua a mietere vittime.

Mentre la diplomazia lavora, la realtà sul campo rimane brutale. Almeno 11 civili sono stati uccisi nei bombardamenti russi nella regione di Donetsk, e la tragedia si è abbattuta anche su due sminatori danesi, deliberatamente presi di mira in una missione umanitaria. La guerra continua a falciare vite innocenti, dimostrando quanto sia lunga e complessa la strada verso la pace.

I colloqui a Parigi sono stati un passo importante, ma la risposta di Mosca e la dura realtà sul campo mostrano che il percorso è ancora irto di ostacoli. La coalizione dei Volenterosi è unita nel sostenere l’Ucraina, ma riuscirà questa unità a scalfire la determinazione del Cremlino? La storia, come la speranza, rimane sospesa.

(Crc/Adnkronos)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Related Posts

No widgets found. Go to Widget page and add the widget in Offcanvas Sidebar Widget Area.