Voto conferma linea Conte, bocciato il Garante
Voto conferma linea – Il voto sulle modifiche statutarie del Movimento 5 Stelle (M5s) ha confermato con un ampio consenso la linea del leader Giuseppe Conte, che si prepara a guidare la formazione politica senza la figura del Garante, ruolo che fino ad oggi era stato ricoperto dal fondatore Beppe Grillo. Oltre il 64% degli iscritti ha espresso il proprio sì alle modifiche proposte, che riguardano principalmente l’eliminazione del ruolo del Garante e altre modifiche allo statuto, come la gestione del simbolo e la figura del presidente.
La partecipazione al voto è stata superiore rispetto alla prima consultazione, con circa 4.000 votanti in più, ma l’esito non ha riservato sorprese. La netta approvazione delle modifiche certifica la volontà della base del Movimento di archiviare definitivamente il passato e di dare una nuova struttura all’organizzazione. “Andiamo avanti con grande forza”, ha commentato Conte, evidenziando il risultato positivo ottenuto. “Abbiamo tanto da fare insieme per cambiare il Paese”. La consultazione, infatti, ha avuto luogo dopo il ricorso di Grillo contro i risultati del 24 novembre, confermando l’orientamento dei membri del M5s.
Una delle modifiche più rilevanti riguarda proprio la figura del Garante, che è stata bocciata da oltre l’80% dei partecipanti. Questo esito segna la fine del ruolo che Grillo ha ricoperto sin dall’origine del Movimento. Nonostante gli appelli da parte dell’ex comico di non partecipare al voto, i risultati hanno messo in luce la determinazione della base nel volere un cambio di rotta. La decisione di eliminare la figura del Garante è stata interpretata come una scelta per una maggiore democrazia interna e una gestione più collettiva del partito.
Tuttavia, questo esito non sembra porre fine alle tensioni tra Conte e Grillo. Il leader del M5s ha accusato Grillo di voler esercitare un controllo “monarchico” sul Movimento, un’accusa che ha alimentato il conflitto tra i due. Grillo, infatti, aveva parlato di “morte del M5s”, affermando che il Movimento che lui aveva fondato non esisteva più. Il comico genovese ha anche criticato la direzione intrapresa dal Movimento sotto la guida di Conte, non riconoscendo le modifiche statutarie come parte del percorso voluto dalla base.
Nonostante la bocciatura del Garante, la battaglia sul simbolo del Movimento potrebbe continuare. Conte ha dichiarato che il simbolo “appartiene agli iscritti M5s”, ma Grillo potrebbe non essere disposto ad accettare questa visione. Nei giorni scorsi, infatti, il fondatore del Movimento aveva lasciato intendere che fosse in programma un possibile contenzioso legale sulla proprietà del logo pentastellato. La disputa legale potrebbe dunque rappresentare un nuovo capitolo nella lotta per il controllo dell’identità visiva del M5s.
Le modifiche approvate hanno avuto come focus la riforma del ruolo del presidente, la gestione del simbolo e, come già accennato, l’eliminazione del Garante. Questi cambiamenti sanciscono il passaggio definitivo dal modello di Grillo a quello di Conte, che ora si trova con il pieno controllo della direzione del Movimento. Il voto ha avuto un ampio seguito, ma non è stato esente da critiche. Il senatore Maurizio Gasparri, capogruppo di Forza Italia, ha definito il voto “patetico”, insinuando che i risultati fossero già decisi a priori e mettendo in discussione la veridicità delle consultazioni.
La senatrice M5s Elisa Pirro ha replicato con fermezza, ricordando a Gasparri che la sua carriera politica è stata caratterizzata da continui cambi di partito, un fatto che, secondo lei, gli impedirebbe di criticare la democrazia interna del Movimento. La diatriba, quindi, non riguarda solo la leadership del M5s, ma anche il futuro del Movimento stesso, a partire dalla sua immagine e dalla proprietà del suo simbolo.
In definitiva, il voto ha confermato il sostegno alla linea di Conte, ma ha anche ribadito la divisione interna che persiste, in particolare con Grillo. Il futuro del Movimento 5 Stelle potrebbe dipendere dalla gestione di queste divisioni e dalla capacità di Conte di consolidare il suo ruolo di leader, nonostante le polemiche in corso.
