Al Jawlani arriva a Damasco dopo la caduta di Assad
Al Jawlani arriva – Il capo di Hayat Tahrir al Sham (HTS), Abu Mohammad al Jawlani, ha fatto il suo ingresso a Damasco poche ore dopo il crollo del regime di Bashar al Assad. L’evento segna un momento cruciale nell’evoluzione della guerra civile siriana, con i ribelli che hanno preso il controllo della capitale, un simbolo della fine dell’era Assad. Secondo quanto riportato dal gruppo jihadista, al Jawlani, il cui vero nome è Ahmed al-Sharaa, si è inginocchiato e ha baciato la terra al suo arrivo, un gesto carico di significato simbolico, che è stato ampiamente documentato sui canali ufficiali di HTS, in particolare su Telegram.
Le immagini del leader ribelle che arriva a Damasco sono diventate virali sui social, accompagnate dal messaggio che annuncia il trionfo della coalizione ribelle e la presa di potere nella capitale siriana. Il messaggio diffuso dalla fazione su Telegram esprime ottimismo, dichiarando che “il futuro è nostro”, mentre i festeggiamenti per le strade di Damasco sono esplosi, seguiti da scene di caos, come la distruzione di un salone nel palazzo presidenziale che è stato dato alle fiamme.
In concomitanza con l’avanzata dei ribelli, le forze del regime sono in ritirata. Fonti russe, infatti, hanno confermato che Bashar al Assad ha lasciato la Siria, ma non sono stati forniti dettagli sulla sua destinazione. Si sospetta che sia stato trasferito a Mosca, dove la sua famiglia sarebbe già in salvo, come dichiarato dal Cremlino. Le notizie sulla sua sorte sono ancora frammentarie, alimentando il mistero riguardo agli sviluppi futuri.
Nel frattempo, l’incertezza regna anche sul destino dei membri del governo di Damasco. Le autorità ribelli hanno avviato una caccia agli uomini del regime, e tra i detenuti figura anche il premier al-Jalali, arrestato durante i disordini. Le preoccupazioni per la sicurezza del personale diplomatico straniero non sono mancate, in particolare per l’ambasciata italiana, che ha visto un’intensificazione dei controlli. Tuttavia, il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, ha rassicurato che né l’ambasciatore né il personale sono stati coinvolti in atti violenti, e la sede diplomatica non ha subito danni.
Il clima di incertezza è amplificato dalle reazioni internazionali. L’Unione Europea ha definito la caduta del regime di Assad “uno sviluppo positivo e atteso da tempo”, aprendo la porta a potenziali cambiamenti politici in Siria. Tuttavia, molti osservatori sono scettici sulla possibilità che si possa raggiungere una transizione pacifica, dato il caos che sta seguendo il vuoto di potere lasciato dalla scomparsa di Assad.
Con il regime in rotta e il controllo della capitale siriana nelle mani dei ribelli, le domande su cosa succederà nei prossimi giorni sono molte. L’instabilità potrebbe estendersi a livello nazionale, con diverse fazioni che cercano di consolidare il proprio potere in un paese già dilaniato dalla guerra. Le principali potenze internazionali si stanno preparando a gestire una Siria in frantumi, con l’auspicio che le operazioni militari possano ridurre i conflitti interni e portare a una nuova stabilità.
