Salvatore Calvaruso: fermato per la strage di Monreale

Giovane dello Zen accusato del triplice omicidio. Cercati altri quattro complici

Salvatore Calvaruso, 19enne del quartiere Zen di Palermo, è stato fermato con l’accusa di aver partecipato alla strage di Monreale in cui hanno perso la vita tre giovani. Il provvedimento, emesso dai magistrati Maurizio De Lucia, Sergio De Montis e Felice De Benedittis, riguarda strage e detenzione illegale di arma. Il ragazzo, con piccoli precedenti penali, si è presentato ai carabinieri per denunciare il furto del suo motorino, ma gli investigatori hanno sospettato subito un legame con il triplice omicidio. Attualmente detenuto nel carcere di Pagliarelli, resta in attesa della convalida del fermo entro 48 ore. Le forze dell’ordine stanno cercando altre quattro persone e due pistole.

Nella sparatoria, avvenuta a Monreale, sono morti Salvatore Turdo, 23 anni, Andrea Miceli e Massimo Pirozzo, entrambi 26enni. Altri due ragazzi sono rimasti feriti, tra cui un sedicenne colpito alla nuca, fortunatamente fuori pericolo. Secondo gli inquirenti, Calvaruso avrebbe denunciato il furto dello scooter per evitare di essere riconosciuto attraverso la targa o le telecamere. La rissa sarebbe scoppiata dopo un rimprovero per l’eccessiva velocità del mezzo tra i tavoli del bar Caffetteria 365, in via Benedetto D’Acquisto.

Alcuni testimoni hanno riferito che Turdo e Miceli avrebbero esortato i giovani a rallentare, scatenando una lite degenerata in sparatoria. Sono stati esplosi tra i 18 e i 20 colpi, con due pistole ancora da ritrovare. Tra i feriti c’è anche Nicolò Cangemi, 33enne estraneo alla rissa, che ha tentato invano di disarmare uno degli aggressori.

La dinamica è stata ricostruita a partire dall’1.30 di notte, quando un gruppo di giovani dello Zen, in trasferta a Monreale, ha iniziato a litigare con altri ragazzi. Smentita l’ipotesi di un tentativo di furto, la discussione è sfociata in violenza. Alcuni avventori hanno descritto gli spari come simili a fuochi d’artificio, prima del fuggi-fuggi generale.

Le indagini si basano su immagini di videosorveglianza e testimonianze raccolte in caserma. Almeno un centinaio di persone erano presenti al momento dei fatti. I soccorsi sono stati ostacolati da parenti e amici delle vittime, che spingevano per un intervento immediato. Andrea Miceli, prima di essere ucciso, avrebbe protetto la fidanzata chiudendola in auto.

Il sindaco Alberto Arcidiacono ha annullato la festa del Santissimo Crocifisso, mentre il comune si farà carico delle spese funebri. Intanto, un testimone ha descritto il caos di quei momenti: tavolini rovesciati, urla e bottiglie lanciate. «Sembrava il finimondo», ha raccontato un 18enne presente sul posto.

Oltre a Calvaruso, sono ricercati altri due giovani di 19 e 20 anni. Le indagini proseguono per chiarire ogni dettaglio della strage.

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