Ranucci indagato per audio Boccia, è bufera su Report

Gasparri: “Interferenze private, la Rai intervenga subito”

Il conduttore della trasmissione Report, Sigfrido Ranucci, e il giornalista Luca Bertazzoni sono indagati dalla Procura di Roma per il reato di interferenze illecite nella vita privata (articolo 615 bis del codice penale), in relazione alla diffusione di un audio trasmesso durante una puntata del programma, riguardante la vicenda di Maria Rosaria Boccia, figura già coinvolta in numerosi procedimenti giudiziari. La notizia ha riacceso il dibattito politico sulla gestione del servizio pubblico e sull’equilibrio tra diritto di cronaca e tutela della privacy. A intervenire duramente sono stati due esponenti di Forza Italia, Maurizio Gasparri e Roberto Rosso, entrambi membri della Commissione di Vigilanza Rai.

“Non si tratta di una querela per diffamazione, ma di un’accusa grave per interferenze nella vita privata”, ha dichiarato Gasparri, senatore di Forza Italia. “Una scelta di voyeurismo televisivo inutile, che già criticai duramente quando ero commissario della Vigilanza Rai. La magistratura farà il suo corso, ma Ranucci, solitamente solerte nel giudicare gli altri, dovrebbe chiarire il proprio comportamento”.

Gasparri ha poi sottolineato legami tra Ranucci e Maria Rosaria Boccia, affermando che il giornalista sarebbe stato ospite di un podcast condotto dalla stessa Boccia e avrebbe presentato un libro insieme a lei. “La Rai ha il dovere di applicare le normative interne senza sconti”, ha concluso il senatore, chiedendo un’azione da parte dell’azienda.

Sulla stessa linea Roberto Rosso, capogruppo di Forza Italia in Vigilanza Rai, che ha definito la vicenda “preoccupante” per l’immagine dell’emittente pubblica. “Ribadendo il nostro garantismo, ciò che emerge induce a riflettere sul tipo di servizio pubblico che vogliamo offrire. La Rai non può trasformarsi in strumento di gossip sguaiato. È evidente che l’azienda dovrà valutare attentamente il comportamento di chi la rappresenta in tv”.

Sigfrido Ranucci, conduttore e volto simbolo di Report, ha risposto con un post sui social, in cui ha difeso la trasmissione e rigettato le accuse. “Premesso che la notizia della denuncia della signora Corsini, moglie del ministro Sangiuliano, è nota da dicembre scorso, a noi non è stato notificato alcun avviso di garanzia”, scrive Ranucci. Secondo il giornalista, l’audio trasmesso da Report “dura pochi secondi” e contiene una notizia di pubblico interesse, ovvero l’interferenza della moglie del ministro Sangiuliano nella revoca del contratto a Maria Rosaria Boccia. “Non si trattava di gossip, ma della prova che il ministro ha stoppato il contratto per volontà della moglie, e non per ragioni istituzionali come dichiarato al Tg1”. Ranucci ha anche ricordato che l’audio era stato registrato con la consapevolezza dello stesso Sangiuliano, come confermato – a suo dire – dal legale del ministro. Inoltre, il Consiglio di disciplina dell’Ordine dei Giornalisti avrebbe già archiviato il caso nei suoi confronti.

“Ho sempre avuto fiducia nella magistratura – aggiunge – che proprio oggi ha archiviato una denuncia nei nostri confronti presentata dallo stragista nero Luigi Ciavardini. A differenza di chi è garantista a fasi alterne, noi continuiamo a fare il nostro lavoro. Report andrà in onda domenica su Rai3”.

La vicenda riapre una questione più ampia sul confine tra libertà di stampa e diritto alla riservatezza, specialmente quando si tratta di personaggi pubblici. La Rai, in quanto emittente pubblica, è chiamata a garantire un equilibrio tra trasparenza, etica e legalità, anche nei suoi programmi di inchiesta. Il reato di interferenze illecite nella vita privata, previsto dall’art. 615 bis del codice penale, punisce chi “si procura notizie o immagini relative alla vita privata, introducendosi in luoghi privati o utilizzando strumenti di registrazione, senza consenso”. Tuttavia, la giurisprudenza riconosce eccezioni in caso di interesse pubblico rilevante, criterio che sarà centrale nella valutazione giudiziaria. Per ora, l’azienda non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali.

(Rol/Adnkronos)

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