Alla Galleria Sordi di Roma un percorso su indagini e tecnologie
In occasione del 173° anniversario della fondazione della Polizia di Stato, è stata inaugurata la mostra “La verità nelle tracce. Oltre 120 anni di Polizia Scientifica”, allestita presso la Galleria Alberto Sordi di Piazza Colonna, a Roma. L’esposizione, visitabile dal 7 aprile 2025 al 27 aprile 2025, è aperta al pubblico dalle ore 8 alle ore 20, con accesso libero. L’iniziativa si propone di raccontare oltre un secolo di evoluzione investigativa e scientifica attraverso un percorso multimediale suddiviso in sette sezioni tematiche.
L’obiettivo della mostra è illustrare il lavoro della Polizia Scientifica, partendo dalle origini del settore fino alle tecniche attuali, con uno sguardo rivolto agli sviluppi futuri. Il percorso si avvale di strumenti audio, video, reperti storici e contenuti interattivi. La narrazione è guidata dalla voce del giornalista Gianluigi Nuzzi, che accompagna i visitatori come in un sopralluogo, dal generale al particolare.
La prima sala, denominata LE ORIGINI, ripercorre la nascita della Polizia Scientifica nel 1903, grazie all’iniziativa del medico legale Salvatore Ottolenghi, formatosi con Cesare Lombroso. A lui si deve l’introduzione del metodo scientifico nelle indagini penali. In mostra è presente il primo sistema di fotosegnalamento italiano, le cosiddette “gemelle Ellero”, utilizzate per identificare i soggetti attraverso caratteristiche fisiche documentate fotograficamente.
Il secondo ambiente, intitolato L’IMPRONTA DIGITALE e contraddistinto dal colore cremisi, è dedicato alla dattiloscopia. Viene spiegato come si formano le impronte digitali, la loro unicità e immutabilità nel tempo. Sono esposti cartellini fotodattiloscopici storici, ed è possibile toccare con mano una riproduzione 3D di un’impronta digitale, realizzata con tecnologie additive.
La terza sezione, LE RIPRESE VIDEO IN ORDINE PUBBLICO, connotata dal colore verde, illustra il ruolo della Polizia Scientifica nella documentazione video durante operazioni di ordine pubblico e di polizia giudiziaria. Vengono mostrati gli strumenti utilizzati negli anni dagli operatori per filmare le manifestazioni, i disordini e altri eventi rilevanti. Una parte del percorso è dedicata all’analisi delle immagini come strumento per identificare i responsabili di reati.
Al centro dell’esposizione si trova l’ambiente giallo, LA SCENA DEL CRIMINE, dove si spiega in dettaglio come si svolge un sopralluogo tecnico. L’area mostra le procedure conformi alla certificazione ISO 9001/2015, impiegate per garantire l’accuratezza nella raccolta di reperti e tracce. Sono illustrati i metodi di esaltazione delle latenze, ossia delle tracce non immediatamente visibili, e la loro analisi diretta su oggetti presenti in esposizione.
Il quinto spazio, L’ANALISI DELLE TRACCE, identificato con il colore celeste, affronta le attività di laboratorio. Sono presentate le metodologie utilizzate per l’analisi del DNA, la balistica, la chimica forense e la rilevazione delle impronte. In questa sezione si evidenzia l’investimento della Polizia di Stato nella formazione di tecnici specializzati e nell’adozione di strumentazioni avanzate per adeguarsi alle nuove sfide investigative.
Il penultimo ambiente, LE ALTRE ATTIVITÀ D’INDAGINE, ha come colore guida il blu. Qui si mostra l’utilizzo delle tecnologie emergenti, comprese le applicazioni dell’Intelligenza Artificiale, per contrastare forme di criminalità sempre più sofisticate. Le attività descritte comprendono l’analisi di documenti falsi, la grafologia, le analisi foniche, le immagini digitali e la Digital Forensics. Tra gli esempi esposti figura la ricostruzione tridimensionale del volto del pittore Lorenzo Lotto, ottenuta partendo da un autoritratto e migliorata tramite tecniche moderne di identikit, modellazione 3D e simulazione dell’invecchiamento.
La mostra si chiude con l’area rossa, LA RICOSTRUZIONE 3D, che presenta le tecniche di mappatura e riproduzione virtuale della scena del crimine. Sono mostrati sei schermi interattivi che illustrano le fasi operative e i risultati ottenuti in alcuni casi storici, tra cui tre ricostruzioni realizzate per la Commissione parlamentare di inchiesta sul rapimento e sulla morte di Aldo Moro. Questa sezione evidenzia l’utilizzo delle nuove tecnologie per rappresentare in maniera dettagliata e interattiva eventi anche risalenti nel tempo.
Il percorso espositivo punta a far comprendere come ogni attività della Polizia Scientifica si basi sull’integrazione tra sapere specialistico, tecnologia e rigore metodologico. La struttura della mostra è pensata per permettere al visitatore di immedesimarsi nei diversi ruoli operativi, comprendendo la complessità e l’importanza del lavoro svolto da questo comparto della Polizia di Stato. L’interattività non è finalizzata all’intrattenimento, ma rappresenta uno strumento utile per comprendere il valore delle competenze forensi nell’ambito dell’investigazione.
Tra le vicende citate all’interno del racconto espositivo rientrano eventi rilevanti della cronaca italiana, come la strage di via Palestro a Milano, ricostruita attraverso testimonianze dirette degli operatori coinvolti. L’approccio cronologico e tematico consente di seguire l’evoluzione del lavoro della Polizia Scientifica lungo un arco temporale di oltre 120 anni, mettendo in evidenza la progressiva professionalizzazione del settore.
La mostra si rivolge a un pubblico ampio, con particolare attenzione ai giovani, alle scuole e agli studenti interessati alle discipline forensi. Gli spazi espositivi sono progettati per offrire un’esperienza di apprendimento attiva, orientata all’osservazione dei dettagli e alla comprensione dei processi scientifici che guidano le indagini. La narrazione avviene attraverso pannelli informativi, video esplicativi e dispositivi interattivi.
L’iniziativa rientra nelle celebrazioni per l’anniversario della Polizia di Stato e si inserisce in un calendario più ampio di eventi pubblici, finalizzati alla promozione della cultura della legalità e della conoscenza del lavoro svolto dalle forze dell’ordine. L’esposizione rappresenta anche un’occasione per avvicinare la cittadinanza alla realtà operativa di un settore spesso poco conosciuto, ma centrale nelle moderne attività di polizia.
Attraverso un linguaggio accessibile e strumenti di comunicazione diretti, l’allestimento consente di comprendere il contributo della scienza nell’ambito investigativo, mostrando come l’analisi delle tracce possa condurre alla ricostruzione degli eventi e all’identificazione dei responsabili.
La mostra “La verità nelle tracce” resterà aperta fino al 27 aprile 2025. L’ingresso è gratuito e non è richiesta prenotazione. Per gruppi scolastici o comitive sono previste visite guidate su prenotazione. L’evento è patrocinato dalla Polizia di Stato con il supporto di partner istituzionali.
