Colpiti edifici residenziali; donne e bambini tra le vittime
Gaza sotto attacco: oltre 70 morti in 24 ore
Nelle ultime 24 ore, la Striscia di Gaza è stata teatro di intensi attacchi aerei da parte delle forze israeliane, che hanno provocato la morte di almeno 71 persone. Secondo quanto riportato da fonti mediche locali, gli attacchi hanno colpito principalmente le città di Khan Younis e Rafah, nel sud dell’enclave palestinese, e Beit Lahiya, nel nord. Tra le vittime si contano numerosi civili, inclusi donne e bambini, sorpresi nelle loro abitazioni durante i bombardamenti notturni.
Vatican News
Edifici residenziali distrutti
Le operazioni militari hanno causato la distruzione di almeno 11 edifici residenziali, lasciando molte famiglie senza un tetto. Le autorità locali riferiscono che i soccorritori stanno ancora cercando sopravvissuti sotto le macerie, ma le operazioni sono rese difficili dalla continua instabilità nella regione.
Situazione sanitaria critica
La situazione sanitaria nella Striscia di Gaza è al collasso. Oltre l’80% delle strutture ospedaliere sono fuori servizio, complicando ulteriormente la gestione dell’emergenza. Le organizzazioni internazionali hanno lanciato appelli urgenti per l’accesso agli aiuti umanitari e la protezione dei civili.
ElHuffPost
Operazioni di terra israeliane
Parallelamente agli attacchi aerei, l’esercito israeliano ha avviato operazioni di terra nel centro e nel sud della Striscia di Gaza, con l’obiettivo dichiarato di creare una zona cuscinetto tra le aree settentrionali e meridionali dell’enclave palestinese. Le truppe israeliane hanno preso il controllo di parte del Corridoio Netzarim, avanzando fino alla Salah a-Din Road.
Dispiegamento della Brigata Golani
Inoltre, la Brigata Golani è stata dispiegata lungo il confine meridionale di Gaza, pronta per eventuali operazioni future. Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno dichiarato che continueranno a operare contro le organizzazioni terroristiche nella Striscia di Gaza per garantire la sicurezza dei cittadini israeliani.
Appelli alla popolazione di Gaza
Il ministro israeliano Israel Katz ha rivolto un appello ai residenti di Gaza, esortandoli a seguire il consiglio del presidente degli Stati Uniti, consegnare gli ostaggi e rimuovere Hamas dal potere. Katz ha affermato che, seguendo queste indicazioni, si aprirebbero altre opzioni per la popolazione, inclusa la possibilità di trasferirsi in altre parti del mondo per chi lo desidera.
Delegazione di Hamas al Cairo
Una delegazione di Hamas è attesa oggi al Cairo per incontrare i mediatori egiziani e discutere degli ultimi sviluppi a Gaza. Secondo fonti citate da Al-Araby Al-Jadeed, Hamas sarebbe disposto ad accettare proposte che prevedano il rilascio degli ostaggi israeliani detenuti nella Striscia, a condizione che ciò avvenga nell’ambito della transizione alla seconda fase dell’accordo di cessate il fuoco con Israele.
Missile Houthi intercettato
Nelle scorse ore, le forze israeliane hanno intercettato un missile lanciato dallo Yemen prima che potesse raggiungere il territorio israeliano. Le sirene di allarme antiaereo sono risuonate in diverse zone di Israele. I ribelli Houthi dello Yemen hanno rivendicato il lancio di un missile ipersonico denominato “Palestine-2”, indicando l’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv come obiettivo dell’operazione.
Proteste a Tel Aviv
A Tel Aviv, i familiari degli ostaggi detenuti nella Striscia di Gaza e i loro sostenitori sono scesi in piazza per chiedere la fine delle operazioni militari israeliane e il rilascio delle persone rapite. Secondo quanto riportato dal quotidiano israeliano Haaretz, i manifestanti accusano il governo del primo ministro Benjamin Netanyahu di mettere in pericolo la vita degli ostaggi e di aver privilegiato questioni politiche interne rispetto alla loro liberazione.
Accuse al governo israeliano
I manifestanti sostengono che la ripresa dei combattimenti a Gaza equivale a una condanna a morte per gli ostaggi. Denunciano che la pressione militare sta causando la morte degli ostaggi e chiedono un immediato cessate il fuoco per garantire la loro sicurezza. Il Forum delle Famiglie degli ostaggi e delle persone scomparse continua a richiedere un incontro con Netanyahu e con il gabinetto di sicurezza, ma finora non ha ricevuto risposta.
