Trump sceglie Musk per la burocrazia e Noem per la Sicurezza
Trump sceglie Musk – Donald Trump ha ufficialmente nominato Elon Musk come leader del Dipartimento per l’Efficienza Governativa, il nuovo ente volto a ridurre sprechi e ristrutturare le istituzioni federali. A collaborare con Musk, sarà Vivek Ramaswamy, scelto da Trump per snellire la burocrazia e tagliare regolamenti e costi inutili. “Questo progetto rappresenterà un ‘nuovo Manhattan Project'”, ha dichiarato Trump, riferendosi all’operazione segreta che portò allo sviluppo della prima bomba atomica.
Tra le nomine più inaspettate, spicca quella del 44enne Pete Hegseth, volto di Fox News ed ex militare, scelto per guidare il Pentagono. Trump ha elogiato l’esperienza e la dedizione di Hegseth, ritenendo che il suo contributo possa rafforzare le strutture di difesa del Paese. Per la Homeland Security, Trump ha scelto la governatrice del South Dakota, Kristi Noem, una figura controversa, nota per aver ammesso di aver soppresso il suo cane di caccia, evento che ha generato polemiche tra gli elettori.
In aggiunta, l’ex presidente ha annunciato il ritorno di John Ratcliffe alla CIA, nominando il “falco” della diplomazia come nuovo capo dell’agenzia d’intelligence. Ratcliffe, in passato direttore della National Intelligence, è noto per la sua linea dura contro la Cina e altre potenze ostili. Sul fronte diplomatico, Steven C. Witkoff, magnate immobiliare, è stato designato come inviato speciale per il Medio Oriente, con il compito di affrontare le delicate questioni geopolitiche della regione.
Trump ha incontrato il presidente Joe Biden presso lo Studio Ovale per discutere delle sfide future, prima di dirigersi al Campidoglio per colloqui con i leader repubblicani. La First Lady Melania Trump ha invece evitato il tradizionale incontro con la moglie di Biden, Jill. Nel frattempo, in New York, un giudice ha rinviato la decisione in un processo controverso contro Trump, in cui i suoi legali sostengono che il caso potrebbe rappresentare un ostacolo incostituzionale alla sua futura carriera politica.
Negli ultimi giorni, fonti vicine a Trump hanno confermato anche che il tycoon sarebbe intenzionato a nominare il senatore Marco Rubio come nuovo Segretario di Stato, incarico che lo renderebbe il primo latinoamericano in tale ruolo. Figura di rilievo nella campagna elettorale di Trump, Rubio ha contribuito a rafforzare il consenso tra l’elettorato ispanico. La nomina di Rubio, noto per le sue critiche alla Cina e alla Russia e per il sostegno alla NATO, segnala un’ulteriore linea dura nella politica estera americana, specie nei confronti della Cina e dell’Iran.
In relazione alla Sicurezza Nazionale, Trump ha confermato la nomina del deputato Michael Waltz come consigliere per la sicurezza. Waltz, ex Berretto Verde e veterano con esperienza nelle zone di guerra, si è affermato come un sostenitore della politica di “pace tramite la forza” e sarà incaricato di vigilare sulle minacce globali.
Tra le nomine più discusse, emerge quella di Kristi Noem, fedelissima a Trump, e candidata non ufficiale alla vicepresidenza. Il passato della governatrice include un episodio controverso descritto nella sua autobiografia, dove confessa di aver soppresso il proprio cane da caccia. Una decisione che, seppur criticata, sembra non aver influenzato negativamente Trump, che ora conta sulla sua lealtà per la sicurezza interna.
Altri membri chiave della nuova amministrazione includono Susie Wiles come capo di gabinetto, Tom Homan come coordinatore per la protezione del confine e Elise Stefanik, leader repubblicana alla Camera, come ambasciatrice alle Nazioni Unite. Lee Zeldin è stato invece indicato come nuovo capo dell’Agenzia per la Protezione Ambientale (EPA).
Nel campo della politica estera, Trump ha proposto come ambasciatore in Israele Mike Huckabee, ex governatore dell’Arkansas, e valuta il repubblicano Stephen Miller per un ruolo strategico come vice capo di gabinetto, data la sua esperienza sulle politiche migratorie. Per quanto riguarda il Dipartimento della Giustizia, l’ex presidente della SEC, Jay Clayton, potrebbe diventare il nuovo Procuratore Generale, mentre per la guida del Tesoro si fa il nome di Scott Bessent, un tempo consigliere economico di Trump, favorevole a una linea di protezionismo economico.
In prospettiva futura, Trump sembra orientato verso una politica di forte opposizione alla Cina e un’eventuale diminuzione del sostegno all’Ucraina.
