Contrabbando: sgominata rete internazionale, sequestrare 57 tonnellate
Un’operazione internazionale, denominata “ZAMEK” , ha permesso di disarticolare un’organizzazione criminale dedicata al contrabbando di tabacco lavorato. L’azione ha coinvolto oltre 50 individui di nazionalità prevalentemente ucraina , moldava e rumena , responsabili di produzione e traffico illegale di sigarette. Coordinata da Eurojust ed Europol, l’indagine ha visto la partecipazione delle autorità di Italia , Francia e Polonia , con il supporto di 11 forze di polizia europee.
Risultati delle ricerche
Le investigazioni, condotte per oltre un anno, hanno portato al sequestro complessivo di 57 tonnellate di tabacco , di cui 10 in Italia. Questo quantitativo, secondo le stime, avrebbe generato profitti superiori a 15 milioni di euro . Sono state scoperte e smantellate fabbriche clandestine, inclusa una a Casazza , in provincia di Bergamo , utilizzata per la lavorazione e il confezionamento illegale.
Inoltre, durante il cosiddetto “action day” di ieri, sono stati arrestati 11 membri della rete in vari Paesi europei, compreso uno dei due leader dell’organizzazione, fermato in Polonia mentre tentava di imbarcarsi per Napoli .
Operazioni sul territorio italiano
In Italia, oltre 50 militari tra Guardia di Finanza e Carabinieri hanno operato nelle province di Trieste , Gorizia , Napoli , Avellino , Benevento , Alessandria e Caltanissetta , effettuando perquisizioni a partire dalle prime ore dell’alba. Tra i materiali sequestrati figurano 7 tonnellate di tabacco , dispositivi elettronici e documentazione probatoria. Presso l’abitazione di uno degli indagati sono stati trovati 46.000 euro in contanti.
Scoperta della fabbrica a Casazza
Le indagini economico-finanziarie condotte a Bergamo hanno portato alla denuncia di 10 soggetti e al sequestro di un opificio clandestino nel comune di Casazza , utilizzatore per produrre sigarette contraffatte. Al suo interno, le forze dell’ordine sono rinvenuti macchinari per il confezionamento, filtri, carta e pacchetti riportanti marchi falsificati.
La struttura, situata in una zona isolata confinante con un’area boschiva, era stata adattata con appartamenti in cartongesso per ospitare una decina di lavoratori costretti a rimanere sul posto. Inoltre, i trasporti del tabacco avvenivano su camion, mascherati da carichi di infissi in alluminio, grazie alla complicità di un’azienda operante nel lodigiano.
Collaborazione internazionale
La cooperazione tra le autorità giudiziarie e le forze di polizia europee si è rivelata determinante per ricostruire l’intera rete criminale transnazionale. Riunioni operative a L’Aja hanno permesso di identificare due società campane coinvolte nella fornitura di tabacco grezzo destinato alla lavorazione e spedizione all’estero.
La rete, attiva da anni, aveva sviluppato un sistema complesso per occultare le attività illecite, utilizzando documentazione fittizia e coperture aziendali.
Implicazioni
L’operazione rappresenta un colpo significativo al contrabbando di sigarette, non solo per l’impatto economico ma anche per la tutela della salute pubblica, dato che i prodotti sequestrati erano privi di controlli di qualità.
L’indagine, ancora in fase preliminare, ha fornito importanti elementi per rafforzare la cooperazione giudiziaria e investigativa tra i Paesi europei nella lotta al crimine organizzato.
