Caos treni a Roma Termini, ritardi record fino a sei ore

Disagi enormi per pendolari e turisti, polemiche politiche

Caos ferroviario oggi alla stazione Termini di Roma, dove migliaia di viaggiatori hanno dovuto affrontare ritardi eccezionali, in alcuni casi superiori alle sei ore. La giornata di giovedì 13 novembre è stata segnata da un incidente mortale avvenuto lungo la linea Reggio Calabria–Napoli, all’altezza di Praja Ajeta Tortora, che ha imposto la sospensione della circolazione e la successiva riprogrammazione del servizio.

La dinamica ha comportato cancellazioni, limitazioni di percorso e un blocco totale fino al pomeriggio, quando l’Autorità Giudiziaria ha concluso i rilievi consentendo la graduale ripresa dei convogli. Ferrovie dello Stato ha confermato che l’interruzione, iniziata alle 8 del mattino, si è protratta fino alle 14.50, con conseguenze pesanti per i treni provenienti dalla Calabria e diretti verso la capitale.

La situazione ha avuto ripercussioni immediate su Roma Termini, principale snodo ferroviario del Paese, dove centinaia di passeggeri sono rimasti bloccati in attesa di informazioni. Nonostante gli annunci diffusi in stazione e a bordo, la percezione dei viaggiatori è stata di forte disorientamento e frustrazione. Molti hanno lamentato la mancanza di alternative e l’assenza di un piano di emergenza capace di ridurre l’impatto del blocco.

Non solo Roma: anche la linea Bari–Lecce ha registrato rallentamenti significativi. Tra Bari Santo Spirito e Bari Parco Nord, la presenza di persone non autorizzate in prossimità dei binari ha costretto Rete Ferroviaria Italiana a ridurre precauzionalmente la velocità dei treni. L’intervento delle Forze dell’Ordine è stato necessario per ristabilire condizioni di sicurezza e consentire la ripresa regolare del traffico. In questo caso i disagi hanno comportato ritardi fino a 30 minuti, oltre a variazioni e cancellazioni.

Il quadro complessivo della giornata ha messo in evidenza la fragilità del sistema ferroviario nazionale, incapace di assorbire eventi imprevisti senza generare conseguenze a catena. La senatrice di Italia Viva, Silvia Fregolent, ha commentato con durezza la vicenda, accusando il ministro dei Trasporti Matteo Salvini di trascurare la gestione delle infrastrutture a favore di attività mediatiche. “Non è sfortuna – ha dichiarato – ma la dimostrazione di un sistema che non funziona. Gli italiani meritano un servizio degno di un Paese europeo, non il solito caos mentre il ministro gioca a fare l’influencer”.

Le parole della parlamentare hanno riacceso il dibattito politico sulla qualità del trasporto ferroviario e sulla capacità del governo di garantire efficienza e sicurezza. I ritardi record registrati a Roma Termini hanno infatti messo in difficoltà pendolari, studenti e turisti, con ripercussioni economiche e sociali evidenti. Molti viaggiatori hanno perso coincidenze, appuntamenti di lavoro e impegni personali, alimentando un clima di esasperazione.

Ferrovie dello Stato ha ribadito di aver informato costantemente i passeggeri e di aver gestito la riprogrammazione del servizio nel rispetto delle procedure. Tuttavia, la percezione diffusa è stata quella di un sistema che fatica a reagire con prontezza. La giornata odierna diventa così un caso emblematico di come un singolo evento possa paralizzare l’intera rete, evidenziando la necessità di investimenti strutturali e di un piano di resilienza più efficace.

Il caos di Roma Termini e i rallentamenti in Puglia hanno mostrato come la rete ferroviaria italiana sia vulnerabile a incidenti e imprevisti. La gestione delle emergenze, pur affidata a protocolli consolidati, non è riuscita a evitare disagi prolungati e diffusi. La questione si intreccia con il tema della sicurezza sui binari, della manutenzione e della capacità di coordinamento tra istituzioni e operatori.

La giornata del 13 novembre resterà impressa come una delle più difficili per il trasporto ferroviario nazionale. I ritardi accumulati, le cancellazioni e le polemiche politiche hanno trasformato un incidente locale in un caso di rilevanza nazionale, riportando al centro dell’agenda la necessità di un sistema ferroviario più robusto, moderno e capace di garantire affidabilità ai cittadini.

(Mst/Adnkronos)

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