Accordo esclusivo per ChatGPT su iPhone, escluse alternative
Elon Musk, tramite le sue aziende xAI e X (ex Twitter), ha avviato un’azione legale antitrust contro Apple e OpenAI, accusandole di aver stretto un accordo esclusivo che viola le normative sulla concorrenza. La denuncia, presentata in un tribunale federale del Texas, punta il dito contro un’intesa che, secondo Musk, soffoca l’innovazione e limita l’accesso degli utenti ad alternative nel campo dell’intelligenza artificiale generativa.
Al centro della disputa c’è la decisione di Apple di integrare ChatGPT – il chatbot sviluppato da OpenAI – come assistente AI predefinito nei suoi dispositivi iPhone, escludendo qualsiasi altro sistema concorrente. Questa mossa, sostiene Musk, avrebbe effetti monopolistici, impedendo a soluzioni come Grok, sviluppato dalla sua società xAI, di competere ad armi pari sul mercato.
“La partnership tra Apple e OpenAI – si legge nella denuncia – rappresenta un accordo restrittivo che limita la libertà di scelta degli utenti, danneggia i consumatori e ostacola lo sviluppo tecnologico”. Il documento di 61 pagine sottolinea come la posizione dominante di Apple nel mercato degli smartphone, combinata con la popolarità crescente di ChatGPT, renda l’accordo potenzialmente dannoso per l’intero ecosistema dell’AI.
L’accusa va anche oltre, suggerendo che OpenAI, in collaborazione con Apple, avrebbe deviato dal suo statuto originario di organizzazione no-profit, perseguendo invece logiche commerciali che ne comprometterebbero l’integrità e la missione iniziale. Musk, che è stato tra i co-fondatori di OpenAI nel 2015, si era già pubblicamente distanziato dal progetto, criticandone la direzione in più occasioni. Apple, da parte sua, ha annunciato a giugno l’integrazione di funzionalità basate su ChatGPT all’interno del suo sistema operativo, specificando però che l’uso del chatbot sarà opzionale e richiederà il consenso dell’utente. Secondo Musk, però, anche un’integrazione “su richiesta” rappresenta un vantaggio sleale per OpenAI.
La causa potrebbe avere ampie ripercussioni sull’intero settore della tecnologia e dell’intelligenza artificiale, aprendo un nuovo fronte legale in un momento in cui la regolamentazione dell’AI è al centro del dibattito globale. Intanto, Musk ha già annunciato di voler disabilitare i dispositivi Apple dai suoi uffici, aumentando la tensione tra i colossi della Silicon Valley.
(Cra/Adnkronos)
