Gli esperti avvertono sui rischi di automedicazione e diagnosi tardive
Un batterio subdolo, l’Helicobacter pylori, si annida nello stomaco di oltre 24 milioni di italiani, pari al 40% della popolazione, senza che spesso venga diagnosticato. È il principale responsabile del cancro gastrico, correlato nel 90% dei casi a questa infezione, ma la consapevolezza resta limitata. La Società italiana di nutrizione clinica e metabolismo (Sinuc), fonte del comunicato, richiama l’attenzione sui rischi legati all’uso autonomo e indiscriminato di farmaci che alleviano i sintomi senza affrontare la causa.
Secondo gli specialisti, molti pazienti confondono i segnali iniziali con un semplice bruciore di stomaco e ricorrono a inibitori di pompa protonica o antiacidi, spesso acquistati senza prescrizione. Questa pratica diffusa maschera i campanelli d’allarme e ritarda il riconoscimento della malattia, quando un semplice test respiratorio o antigenico permetterebbe di scoprire il batterio e iniziare la terapia.
Il quadro si complica con la crescita della resistenza agli antibiotici: la terapia a base di claritromicina non funziona in circa un terzo dei casi. La conseguenza, sottolinea il presidente Sinuc Maurizio Muscaritoli, è l’aumento di diagnosi tardive: solo il 20% dei tumori gastrici viene individuato in fase precoce, mentre la maggioranza emerge quando la malattia è già avanzata e le possibilità terapeutiche ridotte. In Italia ogni anno si registrano circa 15mila nuovi casi, con tassi di mortalità ancora elevati.
Gli esperti ribadiscono che l’Helicobacter pylori non può più essere considerato un semplice batterio gastrico, ma un killer silenzioso. Per contrastarlo servono campagne di sensibilizzazione, programmi di screening mirati, formazione dei medici di base e un coinvolgimento dei farmacisti nel disincentivare l’automedicazione.
A livello mondiale, il carcinoma gastrico resta una delle neoplasie più diffuse: quinta per incidenza negli uomini e settima nelle donne. In Italia rappresenta il 4% dei tumori complessivi e si colloca tra le prime sei cause oncologiche per frequenza e mortalità. La Sinuc sollecita un impegno condiviso di cittadini, istituzioni e operatori sanitari per non sottovalutare sintomi persistenti e affrontare con decisione questa minaccia sommersa.
