Meloni e La Russa, pressing su Santanchè per le dimissioni
Il futuro di Daniela Santanchè è sempre più incerto. Dopo il rinvio a giudizio per false comunicazioni sociali sui bilanci di Visibilia, la ministra del Turismo è nel mirino di Giorgia Meloni, che ne chiede le dimissioni per evitare ulteriori danni all’immagine del governo. Per questo, appena rientrata dagli Stati Uniti, la premier ha convocato a Palazzo Chigi il presidente del Senato, Ignazio La Russa, considerato il principale sostenitore politico della ministra. L’obiettivo è chiaro: convincerla a lasciare spontaneamente il suo incarico.
Tuttavia, Santanchè non sembra intenzionata a cedere facilmente. «Se Meloni vuole che mi dimetta, deve dirmelo di persona», avrebbe dichiarato ai suoi collaboratori, aggiungendo di essere pronta a lasciare l’incarico solo su richiesta esplicita della premier.
Mentre la ministra si trova a Cortina, a Roma si cerca una strategia per chiudere la vicenda senza creare tensioni interne a Fratelli d’Italia. Il problema, secondo gli alleati di governo, è che un intervento diretto di Meloni potrebbe destabilizzare i rapporti all’interno del partito. Per questo la premier ha chiesto a La Russa di svolgere il ruolo di mediatore.
Nel frattempo, Santanchè continua a mostrarsi pubblicamente impegnata nelle sue attività istituzionali, evitando dichiarazioni dirette sulla questione. Ufficialmente, la sua posizione rimane ferma: nessuna decisione verrà presa prima della pronuncia della Cassazione, attesa per il 29 gennaio, sulla richiesta di trasferire il processo da Milano a Roma.
Tra i nomi ipotizzati per la sua successione emergono diverse figure vicine a Fratelli d’Italia, tra cui Gianluca Caramanna, consigliere per il turismo, Manlio Messina, vice capogruppo alla Camera, e Marina Chiarelli, assessora regionale piemontese.
Un altro segnale della tensione in corso è il cambio di programma della premier per la missione in Arabia Saudita. Meloni avrebbe dovuto partecipare con Santanchè alla presentazione del tour mediterraneo del veliero Amerigo Vespucci a Gedda, ma ha anticipato il suo arrivo e la sua partenza, evitando così qualsiasi incontro con la ministra.
La questione rimane aperta, con Meloni sempre più determinata a chiudere rapidamente il caso. Tuttavia, senza un accordo con Santanchè, il rischio è che la vicenda si trascini ancora per settimane, aumentando la pressione sul governo.
