Massoneria, Seminario: torniamo alla fratellanza iniziatica

Richiamo all’unità e ai principi tradizionali del GOI

Massoneria – Nel corso della Gran Loggia del Grande Oriente d’Italia, il Gran Maestro Aggiunto Seminario ha rivolto un appello ai Fratelli presenti, sottolineando l’importanza di tornare a lavorare nei Templi con spirito di coesione e rispetto dei valori fondativi dell’Istituzione. Ha ricordato la lunga tradizione massonica italiana, attiva da oltre due secoli, e il dovere di mantenere viva “l’Arte del Costruire”, trasmessa da generazioni di iniziati.

Il focus dell’intervento ha riguardato tre temi di particolare attualità che hanno generato tensioni interne: la Giustizia Massonica, il Rito Scozzese Antico ed Accettato, e le modalità di Comunicazione, ritenute non più compatibili con l’etica dell’Istituzione.

Sulla Giustizia Massonica, Seminario ha richiamato l’attenzione sull’autonomia e sul significato iniziatico della disciplina interna, ricordando che l’appartenenza al Grande Oriente d’Italia implica una condotta irreprensibile. I Fratelli sono tenuti a incarnare valori come fraternità, tolleranza, onore, dignità e lealtà, non solo nelle attività rituali, ma anche nella vita quotidiana. Ha sottolineato che comportamenti apparentemente irrilevanti per la giustizia civile possono invece rappresentare gravi violazioni sul piano massonico, poiché tradiscono la natura stessa dell’adesione alla Libera Muratoria.

È stato evidenziato il rischio di affidare alla giurisdizione civile questioni che, per la loro natura simbolica ed etica, non possono essere valutate secondo criteri normativi tradizionali. Seminario ha ammonito sul fatto che questa tendenza finisce per compromettere il carattere iniziatico della Massoneria, riducendo la complessità dei suoi significati e aprendo la strada a malintesi nella sfera pubblica.

Un altro passaggio centrale ha riguardato il Rito Scozzese Antico ed Accettato, che ha sollevato perplessità a causa di recenti divergenze. Il problema non è stato attribuito alla struttura rituale del Rito, ma all’errata interpretazione del suo ruolo. Seminario ha ribadito che i tre Gradi della Massoneria Simbolica — Apprendista, Compagno d’Arte e Maestro — sono da considerarsi completi per la formazione dell’iniziato. I Riti, tra cui anche quello Scozzese, possono offrire ulteriori strumenti simbolici, ma non rappresentano una progressione gerarchica.

Il Grande Oriente d’Italia, ha detto, ha da sempre accolto al proprio interno i vari corpi rituali, promuovendo una comprensione profonda e pluralistica delle tradizioni iniziatiche. Tuttavia, ha messo in guardia dal rischio che la moltiplicazione dei gradi venga fraintesa come avanzamento esoterico, anziché come approfondimento dei simboli e dei significati già presenti nella Loggia Azzurra. In questo senso, il Rito Scozzese deve essere inteso come integrazione possibile e non necessaria, e mai come elemento di divisione o competizione.

Sul tema della Comunicazione, Seminario ha espresso preoccupazione per la deriva verbale e comportamentale che ha investito anche l’ambiente massonico. L’uso dei mezzi digitali e dei social network, ha detto, ha favorito la diffusione di messaggi aggressivi, volti più a colpire che a costruire. Ha condannato con fermezza gli episodi di diffamazione e denigrazione personale avvenuti in occasione delle ultime elezioni per la Gran Maestranza, denunciando come questi comportamenti abbiano invaso la sfera privata dei Fratelli, contravvenendo alla riservatezza e alla dignità proprie della tradizione iniziatica.

Ha definito “profana” una comunicazione fondata sulla provocazione e sull’attacco personale, che sostituisce il confronto con la violenza verbale. In questo scenario, l’identità dell’iniziato si dissolve, travolta da dinamiche esterne che nulla hanno a che fare con la ricerca interiore e con il linguaggio simbolico proprio della Massoneria. Ha sottolineato che il processo comunicativo dovrebbe invece favorire il dialogo e la comprensione reciproca, non l’odio e la contrapposizione.

L’appello finale di Seminario ha riguardato il recupero della fratellanza, intesa non come formalità rituale ma come stile di vita e pratica quotidiana. Ha ribadito che ogni Fratello è chiamato a custodire l’eredità spirituale della Libera Muratoria, a rispettare le regole dell’Istituzione, e a contribuire con il proprio esempio al mantenimento dell’armonia e della coerenza interna.

In un tempo segnato dalla frammentazione e dalla superficialità, ha affermato, il compito della Massoneria è quello di resistere alla banalizzazione dei suoi simboli e dei suoi valori. Occorre tornare ai fondamenti, riscoprendo il significato profondo del lavoro rituale, del silenzio interiore, del linguaggio simbolico, per rispondere alle sfide contemporanee con la forza discreta della Tradizione.

Il Grande Oriente d’Italia, nella visione tracciata da Seminario, deve ritrovare compattezza e chiarezza, per affrontare le complessità dell’epoca presente senza rinunciare alla propria identità. Tornare a lavorare nei Templi, ha concluso, significa ricostruire lo spazio sacro dove ogni Fratello, nel silenzio e nella riflessione, può riconoscersi parte di un disegno più grande, orientato all’elevazione dell’Uomo e dell’Umanità.

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