La Massoneria rinnova l’appello per il XX Settembre festa

Porta Pia, la memoria che sfida l’oblio del calendario

Il Grande Oriente d’Italia ha rinnovato il suo appello affinché il 20 settembre torni ad essere riconosciuto come festa nazionale, in memoria della Breccia di Porta Pia. Dinanzi al tratto delle Mura Aureliane che nel 1870 segnò la fine del potere temporale della Chiesa, il Gran Maestro Stefano Bisi ha ribadito l’impegno della Massoneria per la difesa della laicità, della libertà e della giustizia. “Eravamo presenti ieri, lo siamo oggi e lo saremo domani”, ha dichiarato Bisi, evocando il valore storico e civile di quella giornata, cancellata dal calendario dal regime fascista nel 1930.

La cerimonia, come da tradizione, si è aperta al Gianicolo con l’omaggio a Giuseppe e Anita Garibaldi, per poi proseguire davanti alla Breccia, dove i fratelli del Grande Oriente si sono raccolti attorno alla Giunta e al Gran Maestro. Bisi ha ricordato il bersagliere senese Niccolò Scatoli, che suonò la carica quel mattino, e ha sottolineato come il 20 settembre rappresenti una svolta epocale per l’Italia, come affermò Ernesto Nathan e come fu definita “data della Provvidenza” da Giovanni Battista Montini, futuro Paolo VI.

La presa di Roma, guidata dal generale Cadorna, fu il culmine del Risorgimento e trasformò la città eterna nella capitale del Regno d’Italia. Per decenni, il 20 settembre fu celebrato come festa civile, sancita dalla legge del 1895. Ma con i Patti Lateranensi, il fascismo ne decretò la fine, e da allora nessun governo ha ripristinato ufficialmente la ricorrenza. Numerose proposte di legge, da Franco Grillini a Luca D’Alessandro, sono rimaste inascoltate.

Marco Pannella, storico leader radicale, considerava il XX Settembre un simbolo vivo della battaglia per i diritti civili. Nel 2015, durante il 145° anniversario, organizzò una manifestazione davanti alla Breccia, sottolineando come quella data fosse un monito costante per la difesa dello Stato laico. “Se dimentichiamo Porta Pia, dimentichiamo noi stessi”, disse con voce stanca ma determinata, abbracciando il Gran Maestro Bisi in un gesto carico di significato.

La Massoneria italiana continua a considerare Porta Pia non solo un luogo storico, ma un faro ideale che illumina il cammino verso una società fondata su diritti, memoria e laicità. Il Grande Oriente d’Italia, attraverso le parole di Bisi, chiede che le istituzioni riconoscano il valore di questa data e la restituiscano al calendario civile. “Non è una battaglia contro qualcuno – ha detto – ma per ciò che siamo e per ciò che vogliamo continuare ad essere”.

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