Bergamo, Milano e Roma tra le più avanzate smart city

Otto città italiane già digitali, 100 in trasformazione

Bergamo – Le città italiane stanno attraversando una rapida evoluzione digitale, con oltre un centinaio di centri urbani coinvolti in un processo di trasformazione tecnologica che interessa servizi pubblici, mobilità, gestione ambientale e infrastrutture. A guidare questo cambiamento ci sono otto città che, secondo l’ultima rilevazione di 1NCE, multinazionale attiva nel settore dell’Internet of Things, sono già completamente digitali o molto vicine a diventarlo.

Bergamo

Bergamo, Bologna, Firenze, Genova, Milano, Modena, Roma e Venezia sono i centri urbani che attualmente si distinguono per un livello di digitalizzazione avanzato. La loro posizione di leadership è confermata dall’ICity Rank 2024, indagine realizzata da Forum PA Città, che monitora annualmente la trasformazione digitale nei 108 comuni capoluogo italiani. Queste otto città sono riuscite a integrare le tecnologie digitali in modo sistemico, intervenendo su settori chiave dell’ecosistema urbano.

Secondo i parametri presi in considerazione dallo studio, una città può essere definita smart quando utilizza in modo efficace l’innovazione tecnologica per ottimizzare i servizi pubblici e migliorare la qualità della vita. Gli ambiti valutati includono l’efficienza nella gestione dei rifiuti, l’uso intelligente dell’energia, la mobilità sostenibile, l’illuminazione pubblica connessa e il monitoraggio urbano basato su sensori. A questi si aggiunge l’integrazione dei dati per supportare le decisioni amministrative.

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A breve distanza dal gruppo di testa si collocano altre otto città che stanno completando il proprio percorso di digitalizzazione. Brescia, Cagliari, Parma, Perugia, Reggio Emilia, Rimini, Torino e Trento hanno raggiunto uno stadio molto avanzato e sono prossime a ottenere una piena transizione verso modelli smart. Il progresso è visibile nell’introduzione di sistemi IoT per l’organizzazione dei servizi urbani, nella gestione digitale del traffico e nella diffusione di infrastrutture interconnesse.

Nel complesso, sono 108 le città italiane considerate digitali, con livelli differenti di maturità tecnologica. Tra queste, 42 risultano in fase di transizione, 21 presentano caratteristiche ibride tra modelli tradizionali e smart, mentre 7 sono ancora nella fase iniziale del processo di digitalizzazione. Il panorama, quindi, è in forte evoluzione e coinvolge l’intero territorio nazionale.

Per 1NCE, le città intelligenti rappresentano il cuore pulsante della rivoluzione IoT, che sta trasformando in profondità l’idea stessa di spazio urbano. L’azienda, che opera in 173 mercati globali, supporta attualmente oltre 1.400 clienti nel settore delle smart city, equivalenti al 6% del suo portafoglio complessivo. Il suo impegno ha portato alla realizzazione di 135 progetti di rilievo internazionale in 90 Paesi, compresa l’Italia.

L’adozione diffusa dell’Internet of Things consente alle amministrazioni comunali di ridurre sprechi e costi operativi, migliorando al contempo l’efficienza dei servizi. Tra i principali ambiti di applicazione figurano la gestione delle infrastrutture urbane, in cui opera il 17% dei clienti di 1NCE, con una previsione di crescita significativa nell’uso dell’IoT per l’ottimizzazione del ciclo dei rifiuti nei prossimi anni. Anche l’illuminazione pubblica intelligente sta guadagnando terreno, insieme ai parcheggi connessi e ai sistemi di mobilità condivisa e micromobilità.

L’impatto economico e ambientale dell’IoT nelle smart city è rilevante. Le soluzioni tecnologiche permettono, ad esempio, una riduzione del 40% nei consumi di energia elettrica destinata all’illuminazione stradale, e un risparmio fino al 20% sui costi energetici degli edifici gestiti con sistemi intelligenti. I contatori digitali permettono di tagliare fino al 12% dei consumi elettrici nelle abitazioni e nei luoghi pubblici. Inoltre, la gestione dei percorsi dei veicoli tramite sistemi di tracciamento IoT consente un risparmio fino al 40% sul carburante, con ricadute positive anche in termini ambientali.

L’evoluzione delle città italiane verso modelli smart non si limita a un aggiornamento tecnologico. Si tratta, invece, di un cambiamento strutturale che interessa il modo in cui gli spazi urbani vengono pensati, governati e vissuti. Le smart city non sono solo più efficienti, ma anche più sostenibili e capaci di rispondere alle esigenze dei cittadini in modo proattivo.

L’Italia, seppur a macchia di leopardo, sta costruendo un proprio modello di digitalizzazione urbana, in cui grandi centri e città di media dimensione avanzano con approcci personalizzati ma con obiettivi condivisi. Il ruolo dell’IoT è centrale in questo processo, non solo come motore dell’innovazione, ma anche come strumento per una governance urbana più consapevole e orientata al futuro.

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