Aumenta la produzione e l’export; sfide tra dazi e orgoglio italiano
L’ Italia conferma il proprio primato globale nel settore della pasta in occasione della 27esima edizione del World Pasta Day, celebrata il 25 ottobre. I dati diffusi da Unione Italiana Food evidenziano una leadership consolidata sia nella produzione che nel consumo e nell’esportazione: nel 2024 la produzione si è attestata su circa 4,2 milioni di tonnellate, staccando nettamente i principali competitor come Turchia (2,1 milioni), Stati Uniti (2 milioni), Egitto (1,2 milioni) e Brasile (1,1 milioni). Primato anche per il consumo pro capite, con 23,3 kg annui, davanti a Tunisia (17 kg), Venezuela (13,6 kg), Grecia (12,2 kg) e Germania (10,1 kg).
Ciò che distingue maggiormente il comparto è la forte propensione all’export: nel 2024 oltre 2,4 milioni di tonnellate (+9,1% rispetto al 2023) hanno varcato i confini nazionali, per un valore di 4,02 miliardi di euro (+4,8%). La fetta più consistente della pasta made in Italy esportata è destinata all’Unione Europea (oltre 1,5 milioni di tonnellate), mentre quasi 900.000 tonnellate trovano sbocco in mercati terzi. Germania, Stati Uniti, Regno Unito, Francia e Giappone restano i paesi più ricettivi, con la Germania in testa a quota 467.183 tonnellate. Il trend positivo si conferma anche nel primo semestre 2025, con una crescita delle esportazioni del 2,5% rispetto a dodici mesi prima.
Nel contesto del World Pasta Day, il ruolo economico, sociale e culturale della pasta è stato ribadito da Margherita Mastromauro, presidente dei Pastai Italiani di Unione Italiana Food, che ha sottolineato come la pasta rappresenti una risorsa imprescindibile: “Nel quadro geopolitico attuale, segnato dal rischio di extra-dazi Usa, questa ricorrenza assume un significato simbolico: ricorda cosa la pasta ha rappresentato e rappresenta ancora oggi nel nostro Paese e nel mondo. Un valore che va tutelato”.
L’intervento di Mastromauro arriva dopo la decisione dell’amministrazione Trump di imporre tariffe antidumping del 107% a diversi marchi italiani, misura che ha destato preoccupazione tra gli operatori. Sul tema è intervenuto anche Paolo Barilla, presidente di Unione Italiana Food, durante l’evento “Orgoglio pasta” svoltosi a Roma. Barilla ha espresso la necessità di attivarsi per far cessare la minaccia dei dazi e riprendere le normali relazioni con gli Stati Uniti, evidenziando che l’impatto economico sul breve periodo potrebbe essere pesante, ma nel lungo termine la filiera italiana saprà reagire, anche cercando nuovi sbocchi internazionali.
La pasta italiana si conferma dunque un simbolo di resilienza e capacità di adattamento ai cambiamenti globali, trovando nuove opportunità e valorizzando la qualità riconosciuta in tutto il mondo. La celebrazione del World Pasta Day diventa così l’occasione per riaffermare la centralità della pasta, dalla tavola delle famiglie alle strategie di promozione internazionale, sostenuta da istituzioni, produttori e associazioni di settore.
Se la minaccia dei dazi invita alla cautela e alla strategia, la crescita dei volumi esportati e l’apprezzamento dei principali mercati testimoniano il dinamismo e il potenziale del settore, capace di essere pilastro dell’economia italiana e ambasciatore della tradizione mediterranea. La sfida per il futuro resta quella di mantenere e tutelare una leadership fondata su eccellenza, innovazione e orgoglio.
Un orgoglio che, come sottolineato nell’evento romano, vede la collaborazione e la partecipazione attiva degli attori chiave del settore, dai Ministeri delle Politiche Agricole e del Made in Italy ai grandi produttori e imprenditori della filiera, impegnati nel garantire alta qualità, sicurezza e competitività internazionale.
(Arm/Adnkronos)
