Manifestazioni in 50 città, tensioni e feriti a Torino
Gli studenti italiani hanno dato vita oggi a una giornata di sciopero nazionale che ha coinvolto oltre cinquanta città, con cortei e presidi organizzati da nord a sud. Lo slogan scelto, “Un’altra scuola, un altro mondo è possibile”, ha sintetizzato una piattaforma di rivendicazioni che tocca sei nodi centrali: didattica e valutazione, diritto allo studio, edilizia scolastica, rappresentanza studentesca, transfemminismo e benessere psicologico, oltre al rapporto tra scuola e lavoro.
A Roma e Milano le manifestazioni hanno assunto un tono fortemente politico, con cartelli e cori contro quella che i giovani definiscono “la scuola del genocidio”, collegando la protesta al tema della giustizia climatica e alla necessità di un modello educativo più inclusivo e sostenibile.
A Torino la tensione è salita quando un gruppo di manifestanti ha tentato di entrare nella sede della Città metropolitana. Le forze dell’ordine hanno respinto l’assalto e negli scontri otto agenti di polizia sono rimasti feriti. L’episodio ha acceso il dibattito sulla gestione dell’ordine pubblico e sulla capacità delle istituzioni di dialogare con una generazione che chiede ascolto.
Gli studenti denunciano una scuola percepita come distante dai bisogni reali e incapace di rispondere alle sfide del presente. Chiedono un sistema di valutazione meno punitivo, edifici sicuri e moderni, maggiore rappresentanza negli organi decisionali e un’attenzione concreta al benessere psicologico. La protesta ha anche intrecciato temi sociali più ampi, come la parità di genere e la lotta alle discriminazioni, segnalando una visione della scuola come spazio di emancipazione e giustizia.
(/Adnkronos)
