Operazione Sing Money, sanzioni milionarie per riciclaggio

Denunciati due agenti money transfer e 236 clienti multati

Un’articolata indagine condotta dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Ancona ha portato alla luce una complessa attività di movimentazione illecita di capitali, culminata con la denuncia di due agenti operanti nei servizi di money transfer e con la contestazione di 272 violazioni amministrative a carico di 236 clienti. Le irregolarità riscontrate hanno determinato l’applicazione di sanzioni per un ammontare massimo che sfiora i 33 milioni di euro, cifra che rappresenta un record per dimensione nell’ambito delle verifiche antiriciclaggio più recenti.

Il monitoraggio ha interessato oltre 25.000 operazioni di invio fondi all’estero, per un volume complessivo che ha superato gli 8 milioni di euro. Durante i controlli, i militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria hanno rilevato frequenti pratiche di frazionamento artificiale delle somme, il cosiddetto “smurfing”, finalizzate ad aggirare la soglia normativa di 999,99 euro per singola operazione. È emerso come i due titolari degli sportelli abbiano accettato, in periodi brevissimi di tempo – in alcuni casi sette giorni consecutivi – importi ben superiori a quanto consentito, aggregando le disponibilità provenienti da oltre duecento clienti diversi. Le somme, una volta raccolte, venivano trasferite in favore di beneficiari unici o multipli sfruttando canali paralleli: circuiti di pagamento sia nazionali sia comunitari, oltre all’uso delle identità di soggetti terzi ignari delle operazioni.

Secondo l’ipotesi investigativa, i due agenti avrebbero inoltre eluso l’obbligo di adeguata verifica della clientela, requisito imposto dalla normativa antiriciclaggio, utilizzando documenti o informazioni non attendibili per autorizzare movimenti oltre soglia verso Paesi esteri. Per tali motivi, sono stati deferiti alla Procura della Repubblica di Ancona, che ha autorizzato anche la diffusione della notizia in ottemperanza al D. Lgs. 188/2021.

Le Fiamme Gialle sottolineano come l’analisi costante dei flussi finanziari rappresenti il principale strumento di prevenzione contro la penetrazione nell’economia legale di capitali di origine illecita, i quali rischiano di alterare in maniera significativa la leale concorrenza tra imprese.

In linea con il principio di presunzione di innocenza, viene ribadito che le responsabilità personali dei soggetti coinvolti potranno essere considerate accertate soltanto con una eventuale sentenza definitiva di condanna.

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