Morto Oliviero Toscani, maestro della provocazione

Il fotografo rivoluzionario si spegne a 82 anni, causa amiloidosi

Morto Oliviero Toscani, maestro della provocazione

È morto oggi, 13 gennaio 2025, Oliviero Toscani, celebre fotografo e creativo noto per le sue campagne pubblicitarie provocatorie e il suo approccio rivoluzionario alla comunicazione visiva. Toscani si è spento all’età di 82 anni nell’ospedale di Cecina, dove era ricoverato dal 10 gennaio a causa dell’aggravarsi di una malattia con cui lottava da due anni.

La famiglia ha annunciato il decesso con un breve comunicato: “Con immenso dolore diamo la notizia che oggi il nostro amatissimo Oliviero ha intrapreso il suo prossimo viaggio. Chiediamo riservatezza e comprensione per questo momento che vorremmo affrontare nell’intimità della famiglia”, hanno scritto la moglie Kirsti e i figli Rocco, Lola e Ali.

Toscani soffriva di amiloidosi, una rara malattia degenerativa che aveva profondamente segnato gli ultimi anni della sua vita. In un’intervista al Corriere della Sera nell’agosto 2024, aveva raccontato il calvario vissuto, inclusa la perdita di 40 chili e la difficoltà a godere anche dei piaceri più semplici, come un bicchiere di vino. Nonostante il declino fisico, aveva mantenuto la sua consueta schiettezza, dichiarando di non temere la morte e di considerare il suicidio assistito in Svizzera, in collaborazione con Marco Cappato.

Famoso per aver utilizzato la fotografia come strumento di denuncia sociale, Toscani ha segnato il mondo della comunicazione con immagini capaci di suscitare dibattiti accesi. Dai volti dei condannati a morte al corpo fragile di una donna consumata dall’anoressia, fino al bacio tra un prete e una suora, le sue campagne hanno scandito un’epoca, intrecciando arte e provocazione.

La carriera di Toscani si estende per oltre sei decenni e ha toccato ogni angolo del mondo, con collaborazioni per le principali riviste internazionali. Celebre per il suo lavoro con Benetton, ha trasformato la pubblicità in una piattaforma per affrontare temi controversi, dal razzismo all’AIDS, ribaltando le regole della comunicazione tradizionale.

Tra le sue ultime apparizioni pubbliche, la mostra Photography and Provocation al Museum für Gestaltung di Zurigo, visitata a settembre 2024, dove ha riaffermato la centralità delle idee nella sua opera. “Non voglio essere ricordato per un’immagine, ma per l’insieme, per l’impegno”, aveva dichiarato.

Con la sua scomparsa, il mondo perde una voce unica, capace di raccontare le contraddizioni della società attraverso l’obiettivo di una macchina fotografica.

 

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