Liberato Abedini, Nordio revoca l’arresto e l’ingegnere torna in Iran

Rientrato in patria dopo 27 giorni di detenzione in Italia

Liberato Abedini, Nordio revoca l’arresto e l’ingegnere torna in Iran

Liberato Abedini – Mohammed Abedini Najafabadi, l’ingegnere iraniano arrestato a Malpensa il 16 dicembre su richiesta degli Stati Uniti, è stato scarcerato questa mattina dopo 27 giorni di reclusione in Italia e ha fatto ritorno a Teheran. La revoca dell’arresto è stata disposta dal ministro della Giustizia Carlo Nordio, che ha esercitato i poteri previsti dall’articolo 718 del codice di procedura penale. La decisione, ratificata dalla Corte d’Appello di Milano, pone fine a una vicenda giudiziaria e diplomatica complessa, intrecciata con l’arresto della giornalista italiana Cecilia Sala in Iran.

Abedini era stato accusato dagli Stati Uniti di aver avuto un ruolo chiave in un attentato in Giordania lo scorso anno, in cui persero la vita tre militari americani. Inoltre, gli investigatori americani sostenevano che l’ingegnere avesse collaborato con il Corpo delle guardie della rivoluzione islamica tramite la sua società svizzera di droni, violando la normativa statunitense sull’emergenza internazionale (Ieepa). Tuttavia, le autorità italiane hanno concluso che non vi erano prove sufficienti per confermare le accuse. Uno dei reati contestati, l’associazione a delinquere finalizzata alla violazione dell’Ieepa, non trova corrispondenza nel sistema giuridico italiano.

Il rilascio di Abedini è stato accolto con soddisfazione dalle autorità iraniane, che hanno lodato la collaborazione tra Teheran, Roma e Washington per risolvere quello che l’agenzia iraniana Mizan ha definito un “malinteso”. Il ministero degli Esteri iraniano ha evidenziato il ruolo decisivo delle trattative tra i servizi di intelligence dei due Paesi.

L’arresto dell’ingegnere aveva sollevato interrogativi su un possibile collegamento con la detenzione di Cecilia Sala, arrestata in Iran tre giorni dopo l’intercettazione di Abedini a Malpensa. Nonostante le speculazioni, il governo italiano ha sempre escluso qualsiasi relazione tra i due episodi. Sala è stata liberata successivamente, ma la sua vicenda ha mantenuto alta l’attenzione mediatica su entrambe le situazioni.

La scarcerazione di Abedini è avvenuta poche ore prima che l’ingegnere comparisse in tribunale a Milano per un’udienza relativa alla richiesta di detenzione domiciliare con braccialetto elettronico. Nelle settimane di detenzione, Abedini aveva espresso preoccupazione per la propria situazione, definendosi “provato” e “distrutto dal punto di vista umano ed emotivo”. Stamattina, con l’arrivo della richiesta di revoca firmata da Nordio, la Corte d’Appello ha convocato un’udienza straordinaria per approvare la misura.

L’aspetto politico della vicenda ha visto l’Italia in un delicato equilibrio tra Stati Uniti e Iran. La premier Giorgia Meloni, durante un incontro a Mar-a-Lago con l’ex presidente Donald Trump, aveva sottolineato che il caso Abedini era oggetto di un “vaglio tecnico e politico”. Meloni aveva espresso l’intenzione di discutere della questione con il presidente Joe Biden, il quale però ha dovuto annullare un viaggio in Italia a causa dell’emergenza incendi in California.

La conclusione del caso arriva in un contesto di tensioni internazionali e riporta l’attenzione sull’efficacia delle relazioni diplomatiche italiane. Mentre gli Stati Uniti avevano richiesto l’estradizione di Abedini sulla base del mandato di arresto internazionale, l’Italia ha scelto di non procedere, citando l’assenza di elementi probatori concreti.

Abedini è rientrato a Teheran nelle prime ore del pomeriggio, accolto come simbolo di un successo diplomatico. Le autorità iraniane hanno ribadito che la vicenda rappresenta un esempio di dialogo costruttivo tra nazioni, malgrado le divergenze.

Il caso, tuttavia, lascia aperti interrogativi sulla gestione delle richieste di estradizione e sul bilanciamento tra interessi geopolitici e principi giuridici. Per Abedini, intanto, il ritorno in Iran segna la fine di un incubo giudiziario, mentre per l’Italia si conclude una vicenda che ha messo alla prova la sua diplomazia.

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