Camorra, minacce a Saviano e Capacchione confermate

La corte ribadisce condanne per esternazioni intimidatorie

La Corte di Appello di Roma ha confermato le condanne nei confronti del boss dei Casalesi, Bidognetti, e dell’avvocato Michele Santonastaso per le minacce rivolte nel 2008 ai giornalisti Roberto Saviano e Rosaria Capacchione durante il processo di secondo grado ‘Spartacus’ a Napoli. Nelle motivazioni pubblicate il 14 luglio, i giudici hanno sottolineato come le esternazioni dell’avvocato, lette in aula con toni aggressivi e risentiti, contenessero un chiaro messaggio minatorio e indirizzato ai cronisti indicati come “nemici”, con implicazioni dirette sul territorio e sugli affiliati del clan.

Secondo la corte, l’atto letto mirava a denigrare pubblicamente i giornalisti e a ostacolare il loro lavoro di indagine sulla camorra, rafforzando il controllo del clan dei Casalesi su Napoli e provincia. L’evento aveva già provocato l’adozione di misure di protezione straordinarie, comprese scorte e auto blindate, a tutela dei cronisti, come evidenziato dalle autorità di pubblica sicurezza. I giudici hanno evidenziato l’importanza del contesto storico e processuale, della ripetuta indicazione nominativa e della gravità del proclama, che rischiava di incentivare ritorsioni violente.

Il pronunciamento ribadisce che il tentativo di ridurre al silenzio Saviano e Capacchione non mirava solo a difendere gli interessi dei singoli imputati, ma anche a consolidare il potere del clan, ostacolando la visibilità nazionale e internazionale delle loro attività criminali. La sentenza, come riportato da Adnkronos, evidenzia come la strategia intimidatoria avesse finalità funzionali all’organizzazione camorristica, minacciando direttamente chi si occupava di cronaca investigativa e giustizia.

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