Il 39enne della “Società foggiana” catturato dal GIS
All’alba di questa mattina i Carabinieri del Gruppo di Intervento Speciale (GIS) hanno catturato il latitante esponente di rilievo della cosiddetta Società foggiana, inserito nell’elenco dei latitanti di massima pericolosità e ricercato dal 2020. L’operazione è avvenuta in un edificio alla periferia di Foggia, dove l’uomo si nascondeva da tempo.
Il blitz è stato condotto dai reparti speciali dell’Arma al termine di complesse indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, guidata dal procuratore Roberto Rossi, e sviluppate dai Carabinieri del Comando Provinciale di Foggia. Le investigazioni, durate mesi, hanno permesso di individuare con precisione il rifugio utilizzato dal latitante, che da cinque anni riusciva a sfuggire alla cattura.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’uomo era già stato condannato in primo grado a dodici anni di reclusione per associazione mafiosa, nell’ambito di un’inchiesta che aveva documentato il suo ruolo di primo piano all’interno delle articolazioni criminali della Società foggiana, attive nei settori delle estorsioni, del traffico di droga e del controllo del territorio.
Le squadre del GIS sono entrate in azione all’alba, dopo aver circondato la zona in modo da impedire qualsiasi via di fuga. Le cariche esplosive utilizzate per forzare l’ingresso hanno svegliato il ricercato, che si trovava all’interno dell’abitazione. Sorprendendolo nel sonno, i militari hanno potuto bloccarlo senza che opponesse resistenza. Nonostante ciò, durante la perquisizione, è stata trovata una pistola con matricola abrasa con il caricatore inserito e sei colpi pronti all’uso, a conferma della pericolosità dell’uomo.
L’arresto segna un risultato importante nella strategia di contrasto alla criminalità organizzata foggiana, ritenuta una delle più radicate e violente del Mezzogiorno. L’operazione rappresenta, secondo fonti investigative, un duro colpo per l’organizzazione mafiosa, che da anni mantiene un forte controllo sulle attività illecite della provincia.
Le indagini per rintracciare il ricercato coinvolto diverse articolazioni dell’Arma, con il supporto tecnico del Reparto Operativo Speciale (ROS) e la costante supervisione della DDA. L’attività di intelligence ha consentito di restringere progressivamente il cerchio intorno al latitante, grazie al monitoraggio di contatti, movimenti sospetti e segnali digitali che ne hanno tradito la presenza nella zona.
Dopo la cattura, l’uomo è stato trasferito in una struttura di massima sicurezza per essere messo a disposizione dell’autorità giudiziaria. I Carabinieri proseguono ora gli accertamenti per individuare eventuali fiancheggiatori che possano averlo aiutato durante gli anni di latitanza.
L’operazione, condotta con modalità tipiche delle azioni antiterrorismo, conferma l’impegno delle forze dell’ordine nel contrasto alle organizzazioni mafiose della Capitanata, considerate tra le più pericolose del panorama criminale italiano.
