Dai post su Truth al rimbalzo dei mercati: tra strategia, fortuna e sospetti su insider trading
Una giornata di fuoco quella del 9 aprile sui mercati americani, che ha visto protagonisti i dazi commerciali, la Borsa e i post di Donald Trump. L’ex presidente – e attuale candidato repubblicano alla Casa Bianca – ha infiammato Wall Street con una serie di dichiarazioni pubblicate sulla sua piattaforma Truth Social, culminate in un vero e proprio boom dei listini, ma anche in un’ondata di critiche e polemiche.
Tutto è cominciato al mattino, con un messaggio distensivo: “State calmi”, scrive Trump. Qualche ora dopo, un invito esplicito: “È un ottimo momento per comprare”, accompagnato dalla sigla DJT – ticker della sua società quotata in Borsa. In serata, la svolta: “Stop alle tariffe per 90 giorni, tranne che per la Cina”. A ruota, Wall Street decolla: +2.500 punti, secondo quanto dichiarato dallo stesso Trump, che ha festeggiato nel cortile della Casa Bianca, circondato da piloti di motorsport.
“Nessuno ha mai visto niente del genere. Deve essere un record”, ha detto ai giornalisti, giustificando la sua decisione come frutto di riflessione maturata “negli ultimi giorni” e finalizzata a calmare i mercati: “Bisogna essere flessibili, la gente aveva paura”.
Ma è un altro video, condiviso su X da Margo Martin, membro dello staff comunicazione, a far scoppiare la polemica. Nella clip, girata nello Studio Ovale, Trump è ripreso mentre conversa con alcuni ospiti. “Lui è Charles Schwab… non è un’azienda, è un individuo”, scherza il presidente, riferendosi all’88enne magnate che, secondo Forbes, possiede un patrimonio di quasi 12 miliardi di dollari.
Poi la frase che ha scatenato le accuse:
“Lui ha fatto 2 miliardi e mezzo oggi, lui ha guadagnato 900 milioni…”, pronuncia Trump tra le risate generali. Ma per molti utenti sui social il tono non è affatto comico. Sui profili più critici rimbalza la domanda:
“È corruzione, insider trading o solo una coincidenza?”.
In un contesto già teso e polarizzato, il ruolo dei messaggi social di Trump nel condizionare i mercati solleva dubbi sulla trasparenza e sulle implicazioni etiche del suo comportamento. Mentre alcuni osservatori parlano di “comunicazione strategica”, altri temono che dietro le battute e le celebrazioni si celi qualcosa di più grave.
(Gro/Adnkronos)
