Protesta per il ruolo di Leonardo nella produzione di armamenti
Un’azione di protesta di Extinction Rebellion ha preso forma questa mattina presso la sede di Leonardo, dove attivisti hanno dipinto la frase “Life Not War” sulla ciminiera dell’azienda. L’obiettivo dell’iniziativa è denunciare il ruolo di Leonardo nella produzione di armamenti utilizzati in conflitti internazionali e contestare l’aumento della spesa militare a discapito di investimenti ambientali e sociali.
L’azione si è svolta nelle prime ore del mattino, prima dell’apertura dello stabilimento di Corso Francia. Un gruppo di attivisti ha scalato la struttura di sicurezza della ciminiera e ha realizzato la scritta, mentre altri hanno esposto uno striscione con la frase: “La guerra parte da qui”. Extinction Rebellion ha dichiarato che l’azienda, partecipata dallo Stato, trae profitto dalle guerre recenti e fornisce armamenti impiegati in operazioni militari contro civili.
La protesta arriva a pochi giorni dall’approvazione, da parte del Parlamento Europeo, della risoluzione per il riarmo dell’Europa, un’iniziativa che prevede un finanziamento fino a 800 miliardi di euro per rafforzare il settore della difesa nei Paesi membri. Gli attivisti contestano il provvedimento, sostenendo che i fondi per l’industria bellica sottraggano risorse necessarie alla transizione ecologica e alla sicurezza sociale.
Leonardo, tra le principali aziende del settore militare, è coinvolta nella produzione di armamenti utilizzati in zone di conflitto. Secondo gli attivisti, le armi dell’azienda sarebbero state impiegate in bombardamenti su Palestina e altre aree di crisi. Inoltre, viene contestato il recente accordo con l’azienda turca Baykar per lo sviluppo di droni in Italia, tra cui quelli prodotti nello stabilimento di Torino, attualmente utilizzati nelle operazioni militari contro la popolazione curda.
Torino rappresenta un nodo cruciale per l’industria della difesa in Italia, ospitando diverse sedi di aziende nazionali e internazionali. Nella stessa area della protesta sorgerà la Città dell’Aerospazio, un progetto da 1,3 miliardi di euro, previsto per il 2028, che riunirà università, industria aerospaziale e piccole e medie imprese del settore.
Secondo Extinction Rebellion, l’aumento della spesa per la difesa contrasta con la necessità di affrontare le sfide ambientali e sociali. La Legge di Bilancio 2025, approvata a dicembre 2024, ha ridotto i fondi per università, sanità, ambiente e sostegno sociale, aumentando al contempo del 12% le spese militari.
L’azione di oggi si inserisce in una serie di proteste organizzate dal movimento in diverse città italiane. Le mobilitazioni di Extinction Rebellion nel 2025 sono iniziate con il blocco della sede di Leonardo a Brescia e sono proseguite nei giorni scorsi con l’occupazione del Tesla Store di Milano, del Palazzo della Ragione a Padova e con il blocco dei lavori per il disboscamento a Reggio Emilia.
La campagna, denominata “Primavera Rumorosa”, culminerà in una settimana di mobilitazioni a Roma, dal 25 aprile al 1° maggio, durante la quale gli attivisti parteciperanno a manifestazioni e presidi nella capitale.
“La Costituzione italiana rifiuta la guerra – afferma Extinction Rebellion – e di fronte ai tentativi di potenziare il settore bellico in Europa, ribadiamo la necessità di disarmare il pianeta”.









