Salis: “Le condizioni di Sala peggiori di quelle che ho vissuto”

"Il pensiero di ciò mi fa rabbrividire", afferma l'eurodeputata

Salis: “Le condizioni di Sala peggiori di quelle che ho vissuto”

Salis – L’eurodeputata Ilaria Salis esprime grande preoccupazione per la situazione della giornalista Cecilia Sala, attualmente detenuta nel carcere di Evin a Teheran, accusando le condizioni di detenzione di essere addirittura peggiori rispetto a quelle da lei stessa vissute in passato. Salis, che ha subito un isolamento in una prigione straniera, ha raccontato sui social di come il ricordo di quell’esperienza la tormenti, pensando alla sofferenza che sta affrontando Sala. “Le condizioni in cui è detenuta Cecilia sono persino più gravi di quelle che ho sperimentato a Budapest. Il solo pensiero mi dà i brividi”, ha scritto Salis, sottolineando la gravità della situazione in cui si trova la collega.

L’ex detenuta politica ha poi riflettuto sull’importanza del sostegno che ricevette durante la sua prigionia, indipendentemente dalle opinioni politiche di chi l’aveva manifestato. “Il supporto di tante persone fu fondamentale per la mia resistenza”, ha aggiunto Salis, facendo riferimento alla solidarietà che deve essere mostrata a chiunque venga privato della libertà. “Unirsi contro l’ingiustizia e difendere la dignità umana è il modo giusto di agire”, ha spiegato. In particolare, ha evidenziato come tale solidarietà non diminuisca l’importanza di difendere i diritti dei giornalisti e degli attivisti che rischiano la vita per raccontare la verità in paesi oppressivi. “Questa solidarietà va estesa a tutti coloro che sono privati della libertà, da Gaza all’Iran, dalla Siria alla Turchia, fino all’Ucraina e alla Russia”, ha dichiarato Salis, esprimendo il suo impegno verso una causa globale che vede nella libertà di informazione uno dei principali diritti umani da tutelare.

L’eurodeputata ha poi ricordato come la vicenda di Cecilia Sala non si limiti alla sua singola esperienza, ma si inserisca in un contesto più ampio di mobilitazione sociale. Ha fatto riferimento al movimento “Donna, Vita, Libertà”, che sta portando avanti una lotta coraggiosa contro la repressione in Iran, nonostante le dure punizioni imposte dal regime. “La lotta di Cecilia è parte di una battaglia più grande, quella di tutte le donne e gli uomini che combattono per la libertà, per la giustizia e per la vita”, ha scritto Salis.

Infine, l’eurodeputata ha lanciato un appello urgente per il rilascio della giornalista: “È fondamentale agire con determinazione e rapidità. Dobbiamo riportare Cecilia a casa il prima possibile”, ha ribadito, aggiungendo che il suo pensiero va a Cecilia, alla sua famiglia e ai suoi colleghi, a cui esprime tutta la sua vicinanza. La solidarietà di Salis si manifesta anche con il suo invito a continuare la mobilitazione per la libertà di Cecilia, come parte di una lotta globale per i diritti umani. La sua conclusione è chiara: “Free Cecilia, libere tutte”.

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