Riemergono carte e prove sulla strage fascista del 1925
È stata annunciata a Roma, presso il Circolo “Giustizia e Libertà”, la prossima uscita di un’edizione ampliata del libro Le dittature serrano i cuori, scritto dal Gran Maestro Stefano Bisi e pubblicato da Betti editore. Il volume, già disponibile nelle librerie, sarà arricchito da ulteriori ricerche, documenti d’archivio e testimonianze che hanno gettato nuova luce sulla violenta notte del 3 ottobre 1925 a Firenze, durante la quale fu assassinato il giovane ferroviere e massone Giovanni Becciolini.
Nel corso della presentazione, tenutasi il 26 maggio, è stata messa in evidenza l’importanza delle nuove scoperte archivistiche che stanno permettendo all’autore di ricostruire con maggiore precisione quel tragico episodio. All’incontro hanno partecipato lo storico Enrico Serventi Longhi, il giornalista Michele Lembo e Salvatore Rondello, presidente del Circolo. Il luogo scelto per l’evento ha un valore simbolico particolare, rappresentando un presidio della memoria antifascista.
Giovanni Becciolini fu vittima di un’esecuzione brutale. Accusato della morte di uno squadrista, fu trascinato davanti al mercato di San Lorenzo e colpito da decine di proiettili. Il suo corpo non cedette subito e la sua agonia si protrasse fino al trasporto alle Fontanelle, luogo dove fu definitivamente ucciso. In quella stessa notte, a cadere sotto i colpi degli squadristi furono anche altri quattro operai.
Bisi, nel suo lavoro, ha cercato di restituire un’identità e una dignità a queste vittime dimenticate. Tra loro anche l’avvocato Gustavo Console, noto esponente socialista e massone, che aveva ospitato nella propria abitazione riunioni clandestine e redazioni di giornali d’opposizione. Console fu assassinato pochi giorni dopo aver denunciato il clima di violenza in una lettera indirizzata a Pietro Nenni.
Altra figura centrale della narrazione è Gaetano Pilati, mutilato di guerra ed ex deputato socialista. Aggredito in casa da membri della Disperata, una delle più violente formazioni fasciste fiorentine, morì in ospedale pochi giorni dopo. La vedova, Amedea Landi, riuscì a identificare i colpevoli, ma nonostante ciò il processo si concluse con l’assoluzione degli imputati. Solo molti anni più tardi, nel 1992, alla donna fu conferita la Medaglia d’oro al valor civile.
La nuova edizione del libro si baserà anche su lettere ritrovate, articoli censurati e testimonianze sopravvissute all’oblio. Un lavoro di ricomposizione paziente, quasi forense, che ha riportato alla luce dettagli rimossi o distorti dalla narrazione ufficiale del regime. Il libro ricostruisce la notte di sangue fiorentina come tassello di un più ampio disegno repressivo.
L’omicidio di Becciolini, secondo l’analisi di Serventi Longhi, si inserisce in un preciso momento della trasformazione autoritaria del regime fascista. Dopo il delitto Matteotti, il 1925 rappresentò l’anno della svolta. Con il discorso del 3 gennaio e le leggi fascistissime, Mussolini rafforzò il controllo totale del potere. La massoneria fu il primo bersaglio delle nuove norme.
Il doppio binario del fascismo – propaganda e violenza – trovò piena espressione nei fatti di Firenze. Per limitare le conseguenze dell’eccidio, il 5 ottobre si recò in città il segretario del PNF Roberto Farinacci, su indicazione dello stesso Mussolini. Ma la visita non produsse alcuna azione punitiva verso i colpevoli. Il processo avviato nel 1927 si concluse con un nulla di fatto, nonostante le prove e le testimonianze.
In occasione del centenario dei fatti, Bisi ha proposto un “Itinerario per la Libertà” nei luoghi della strage. Un percorso simbolico che parte da via dell’Ariento, luogo dell’assassinio di Becciolini, passa da via Dandolo, dove fu colpito Pilati, e termina in via Bertelli, dove fu ucciso Console. Questi luoghi, segnati da lapidi commemorative, dovrebbero, secondo l’autore, essere riconosciuti con maggiore consapevolezza collettiva.
L’opera di Bisi è condotta con l’approccio del cronista, riportando con rigore e attenzione gli eventi sulla base di fonti verificate. La sua ricostruzione non si limita al dato storico, ma cerca di riattivare la memoria collettiva di un episodio spesso dimenticato. La nuova edizione del libro promette di offrire ulteriori dettagli, alimentando un dibattito storico ancora vivo e necessario.
