Mikheil Kavelashvili presidente della Georgia tra critiche
Mikheil Kavelashvili presidente – Mikheil Kavelashvili, ex calciatore del Manchester City, è stato eletto sabato presidente della Georgia all’età di 53 anni. La sua nomina è avvenuta tramite un collegio elettorale di 300 seggi, controllato dal partito al governo Sogno Georgiano, in carica dal 2012. Questa modalità di voto, introdotta nel 2017 con una riforma costituzionale, ha eliminato le elezioni presidenziali dirette, scatenando polemiche e proteste da parte dell’opposizione e della società civile.
L’elezione, in cui Kavelashvili era l’unico candidato, ha evidenziato la crescente influenza del partito Sogno Georgiano, fondato dal miliardario Bidzina Ivanishvili, sull’assetto politico del Paese. La sua ascesa al potere è stata definita dall’opposizione come un ulteriore passo verso un controllo autoritario e un allontanamento dalle aspirazioni europee della Georgia, favorendo invece un avvicinamento alla Russia.
Un percorso atipico verso la politica
Nato nel 1970, Mikheil Kavelashvili ha iniziato la sua carriera calcistica con la Dinamo Tbilisi, distinguendosi come giovane talento nel 1989. Successivamente, ha militato in squadre di alto livello, tra cui lo Spartak Vladikavkaz in Russia e il Manchester City, dove ha giocato per due stagioni a metà degli anni Novanta. Dopo un’esperienza nella Super League svizzera, si è ritirato dal calcio nel 2006, lasciando un’eredità sportiva di 46 presenze e 9 gol con la nazionale georgiana.
La transizione dalla carriera sportiva alla politica è avvenuta un decennio dopo, nel 2016, quando è stato eletto deputato con il partito Sogno Georgiano. Nel 2022, Kavelashvili ha co-fondato il movimento politico Potere al Popolo, noto per la sua retorica anti-occidentale e per il sostegno a politiche vicine agli interessi russi.
Critiche e proteste durante l’elezione
La nomina di Kavelashvili ha scatenato proteste davanti al Parlamento a Tbilisi. Centinaia di manifestanti hanno espresso il loro dissenso portando palloni da calcio per sottolineare la sua precedente carriera sportiva e diplomi universitari per criticare la sua mancanza di istruzione superiore.
L’opposizione ha accusato Kavelashvili di essere un “burattino” di Ivanishvili, contestando l’assenza di pluralismo politico e il carattere cerimoniale della presidenza, trasformata in un simbolo di potere controllato dal partito di governo.
Tra i motivi di maggior tensione figura una controversa legge, promossa dallo stesso Kavelashvili, che impone alle organizzazioni non governative che ricevono oltre il 20% dei loro finanziamenti dall’estero di registrarsi come “agenti stranieri”. Tale misura, ispirata a una normativa simile adottata in Russia, è stata aspramente criticata come un tentativo di limitare la libertà di espressione e di demonizzare le organizzazioni critiche verso il governo.
Dichiarazioni e posizione politica
Nel suo primo discorso dopo l’elezione, Kavelashvili ha sottolineato la necessità di “ridurre la polarizzazione” nel Paese, attribuendo la responsabilità di questa divisione a influenze esterne. Ha inoltre accusato la presidente uscente, Salomé Zourabichvili, di violare la Costituzione per il suo rifiuto di lasciare l’incarico, promettendo di “riportare la presidenza nel suo quadro costituzionale”.
La Zourabichvili, filo-occidentale e critica delle politiche di Sogno Georgiano, aveva recentemente sostenuto apertamente l’ingresso della Georgia nell’Unione Europea e nella NATO. La sua posizione si scontra con l’attuale leadership del partito di governo, che negli ultimi anni ha adottato un approccio più cauto, cercando di mantenere un equilibrio tra le relazioni con l’Occidente e quelle con la Russia.
Un futuro incerto per la Georgia
L’elezione di Kavelashvili arriva in un momento delicato per la Georgia, dove la società civile e i partiti di opposizione vedono nelle scelte politiche del governo un pericolo per il percorso di integrazione europea. La questione della legge sugli “agenti stranieri”, le restrizioni alle libertà fondamentali e le pressioni contro i media indipendenti sono solo alcuni dei temi che alimentano il dibattito pubblico.
