Investimenti tech in Ue: ruolo chiave del settore pubblico

Studio Epo: Europa dipendente dai fondi pubblici, Usa dal privato

Investimenti tech in Ue: ruolo chiave del settore pubblico

Gli investimenti tecnologici in Europa si basano prevalentemente su capitali pubblici, a differenza degli Stati Uniti, dove a trainare il settore sono gli investitori privati. È quanto emerge dal nuovo rapporto dell’Ufficio europeo dei brevetti (Epo), che analizza il divario nei finanziamenti alle startup, confermando le osservazioni già contenute nella relazione di Mario Draghi sulla competitività dell’Unione Europea.

Secondo il rapporto, l’88% degli investitori europei include nel proprio portafoglio aziende che possiedono brevetti. In Italia, questa quota si attesta al 26%, mentre l’8% degli investitori detiene partecipazioni in imprese in cui oltre la metà delle aziende ha brevetti registrati. Il dato evidenzia l’importanza attribuita alle startup innovative nel continente.

I principali finanziatori della rete europea di co-investimenti sono enti pubblici specializzati, tra cui il Consiglio europeo per l’innovazione (Eic), il programma Eurostars per le PMI e l’Istituto Europeo di Innovazione e Tecnologia (Eit). Nella classifica dei primi 100 investitori, figurano anche istituzioni come la Banca Europea per gli Investimenti (Bei) e diverse agenzie nazionali dedicate all’innovazione.

In ambito italiano, tra i principali investitori figurano l’Eic, Cdp Venture Capital, LVenture Group, Italian Angels for Growth e Digital Magics. A seguire, si trovano Regione Lombardia, la Commissione Europea, l’Agenzia dell’Ue per il programma spaziale (Euspa), Lazio Innova e Eit Health.

Per quanto riguarda gli investitori privati, tra i primi 100 operatori del settore in Europa, il 62% si concentra su finanziamenti alle startup nelle fasi iniziali, mentre solo il 22% supporta aziende in fase avanzata. Questo sottolinea una carenza di capitale privato per la crescita tecnologica e il lancio sul mercato delle innovazioni europee. Il confronto con gli USA evidenzia un quadro opposto: nella rete di co-investitori americani, 98 su 100 sono operatori privati, con oltre la metà specializzata nel supporto alle aziende in fase avanzata.

Sul piano geografico, Regno Unito, Francia e Germania risultano i paesi europei con il più alto volume di finanziamenti e transazioni nel settore tecnologico. Dal 2000 al 2023, hanno registrato complessivamente 75.800 transazioni, per un valore di 392 miliardi di euro. L’Italia, pur con numeri inferiori, mostra segnali di crescita con 3.661 transazioni e finanziamenti per 13,25 miliardi di euro, rafforzando il proprio ruolo nel panorama dell’innovazione tecnologica.

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