Grave incuria sociale verso gli anziani, mons. Paglia: “Situazione insostenibile”
Grave incuria sociale – In un incontro con gli ambasciatori dei Paesi della Lega Araba, il presidente della Pontificia Accademia per la Vita, mons. Vincenzo Paglia, ha sottolineato la gravità della situazione che affligge gli anziani in molte parti del mondo, evidenziando il fenomeno dell’isolamento sociale e della solitudine che ha preceduto la pandemia da Covid-19 e che è esploso all’interno delle residenze durante il periodo emergenziale. Durante l’incontro, mons. Paglia ha presentato la Carta per i Diritti degli Anziani e i Doveri della Comunità, un documento frutto di un lungo lavoro di studio, nato dalla “Commissione per la riorganizzazione dell’assistenza alla popolazione anziana” istituita dal Ministro della salute del Governo italiano.
Secondo mons. Paglia, la condizione degli anziani non è solo una questione di assistenza sanitaria, ma anche di dignità e di diritti fondamentali. “Il diritto a non restare soli e il dovere di non lasciare soli gli anziani si intrecciano con il diritto alla salute e alla vita stessa. È inaccettabile che molti anziani siano abbandonati a se stessi, costretti a vivere in una grave incuria sociale, una condizione che spesso sfocia in una domanda sanitaria urgente”, ha dichiarato il presidente, esprimendo preoccupazione per il crescente numero di anziani che vivono in isolamento.
Il fenomeno, secondo mons. Paglia, è emerso con forza durante la pandemia di Covid-19, quando il numero di morti tra gli anziani è aumentato esponenzialmente, portando alla luce una realtà che fino a quel momento era ignorata dalla società: “Abbiamo scoperto l’esistenza di un nuovo popolo, quello degli anziani, che in passato non avevamo nemmeno considerato adeguatamente. Non che prima non ci fossero anziani, ma oggi vediamo un fenomeno nuovo, quello della vecchiaia di massa, con milioni di persone che vivono più a lungo grazie ai progressi della medicina”, ha spiegato.
La longevità, secondo mons. Paglia, non deve essere vista come una semplice estensione della vita, ma come una trasformazione radicale del nostro rapporto con il tempo e con l’esistenza stessa. “Venti o trenta anni in più di vita non sono un dato scontato, devono essere inventati, devono essere accompagnati da una nuova visione della società, che includa gli anziani come protagonisti del nostro futuro, non come una categoria da emarginare”, ha dichiarato.
Un altro aspetto sollevato da mons. Paglia riguarda la condizione dei familiari e dei caregiver. Questi ultimi, che spesso sono i principali sostenitori degli anziani, si trovano a dover conciliare le proprie necessità quotidiane con il ruolo di assistenza, senza un adeguato supporto da parte della società. “Anche i caregiver sono lasciati soli nel loro compito, spesso senza l’aiuto di un sistema di supporto adeguato”, ha lamentato il presidente della Pontificia Accademia per la Vita.
Il presidente ha inoltre evidenziato che la Carta per i Diritti degli Anziani, che è alla base della Legge 33 sulla assistenza agli anziani, approvata dal Governo italiano nel 2023, segna un passo fondamentale nella creazione di una società più inclusiva per la popolazione anziana. La legge entrerà in vigore nei prossimi giorni e prevede misure di sostegno più strutturate per gli anziani, tra cui l’accesso a informazioni sanitarie corrette, il diritto a scegliere tra le alternativa terapeutiche e l’accesso a servizi di assistenza.
“Una delle sfide più grandi per gli anziani è la privazione della libertà di scelta”, ha affermato mons. Paglia, riferendosi alla tendenza, troppo diffusa, di sostituire il giudizio degli anziani con quello dei familiari o dei caregiver, impedendo loro di prendere decisioni autonome su questioni quotidiane come la scelta del cibo, dei trattamenti medici e della gestione delle proprie risorse economiche.
La Carta, oltre a promuovere la centralità degli anziani nella vita sociale, economica e culturale, pone l’accento su un aspetto fondamentale: “In una società che si definisce democratica e civile, dobbiamo garantire che gli anziani abbiano la possibilità di scegliere liberamente e consapevolmente. L’assistenza agli anziani deve essere basata su un principio di consenso informato, che li ponga in condizione di prendere decisioni in modo autonomo”, ha dichiarato mons. Paglia. Questo è fondamentale, soprattutto in un contesto sanitario sempre più complesso, dove le informazioni e le scelte terapeutiche sono molteplici e spesso difficili da comprendere.
Inoltre, la Carta mette in evidenza l’importanza di un approccio integrato alla cura degli anziani, che non si limiti a un’assistenza sanitaria, ma che coinvolga anche l’inclusione sociale, il sostegno economico e il miglioramento delle condizioni di vita. “Mettere gli anziani al centro della nostra attenzione significa promuovere un modello di sviluppo più inclusivo e sostenibile”, ha sottolineato mons. Paglia. Secondo lui, gli anziani sono una risorsa fondamentale per il futuro della società, in quanto rappresentano un crocevia di economie, che spaziano dalla digitalizzazione ai servizi sanitari, dal settore verde alla consumo responsabile.
La Carta, che mira a sensibilizzare l’opinione pubblica internazionale sui diritti degli anziani, ha trovato un sostegno significativo da parte degli ambasciatori dei Paesi della Lega Araba, che hanno partecipato alla presentazione, tra cui quelli di Bahrein, Emirati Arabi Uniti, Iraq, Kuwait, Marocco, Qatar, Tunisia e Yemen. Il sostegno delle nazioni arabe, secondo mons. Paglia, è fondamentale per rafforzare l’impegno globale nella protezione dei diritti degli anziani.
In conclusione, l’appello di mons. Vincenzo Paglia si rivolge a tutta la società: “Se mettiamo al centro della nostra attenzione gli anziani, possiamo dare inizio a una nuova era di sviluppo, che non solo rispetta i diritti di ogni persona, ma che incoraggia un nuovo Rinascimento per il mondo intero”.
