Egitto e Giordania rifiutano Nakba degli USA su popolazione Gaza
IL CAIRO/AMMAN – Egitto e Giordania hanno respinto l’ipotesi di una deportazione della popolazione di Gaza, rifiutando la strategia proposta dall’amministrazione statunitense guidata da Donald Trump. Il timore espresso dai due Paesi è che un simile piano porti a una nuova Nakba, ossia un nuovo esodo forzato dei palestinesi.
La Nakba, che in arabo significa “catastrofe”, si riferisce agli eventi del 1948, quando la creazione dello Stato di Israele causò la fuga o l’espulsione di circa 700.000 palestinesi dalle loro terre. Il termine è ancora oggi centrale nella narrativa palestinese e viene commemorato ogni anno il 15 maggio.
Il rifiuto di Egitto e Giordania si inserisce nel contesto delle tensioni tra Israele e i territori palestinesi, con particolare attenzione alla situazione umanitaria nella Striscia di Gaza. Entrambi i Paesi confinanti temono le conseguenze di un’eventuale deportazione forzata, che aggraverebbe la crisi regionale.
Le autorità egiziane hanno ribadito la loro posizione contraria a qualsiasi modifica della composizione demografica della Striscia di Gaza, insistendo sulla necessità di soluzioni diplomatiche per il conflitto. Anche la Giordania, che ospita una vasta popolazione di rifugiati palestinesi, ha espresso la sua ferma opposizione a qualsiasi piano che comporti un trasferimento forzato.
Fonti diplomatiche confermano che il timore principale di Il Cairo e Amman è che la deportazione della popolazione di Gaza possa alimentare ulteriori tensioni e compromettere gli equilibri regionali.
L’amministrazione Trump aveva ipotizzato misure per ridurre la pressione sulla Striscia di Gaza, ma il piano è stato respinto dalle leadership di Egitto e Giordania, che insistono su una soluzione che garantisca i diritti della popolazione palestinese senza alterare la loro presenza nei territori attuali.
Moreno Pasquinelli, Fronte del Dissenso, dice che: “Trump dichiara che lancerà un piano per deportare in massa i palestinesi di Gaza: «Stiamo parlando di un milione e mezzo di persone e noi ripuliremo tutto… per creare una tabula rasa virtuale…».
Come se non bastasse Trump ha deciso di sbloccare l’invio di altre armi di sterminio a Israele, tra cui le famigerate bombe da 900 kg ciascuna —quelle già usate dai sionisti per attuare il loro genocidio. Netanyahu ha subito ringraziato.
Agli sciocchi che mentre noi indichiamo la luna si fissano sul dito, era bastato l’annuncio del ritiro dall’OMS per esultare e arruolarsi come alfieri di Trump”.
