Quote, nomi e giocate: il FantaPapa appassiona i profani
Alla vigilia dell’inizio del Conclave, in programma per domani pomeriggio, cresce l’attesa non solo all’interno delle mura vaticane ma anche nel mondo laico, che assiste al momento cruciale della scelta del nuovo Pontefice mescolando devozione e leggerezza. Il toto Papa, alimentato da curiosità e spirito partecipativo, si diffonde come un fenomeno culturale trasversale, coinvolgendo persone estranee al mondo ecclesiastico in un esercizio tanto diffuso quanto distante dalla solennità dell’evento.
Nei bar, nelle redazioni, nelle aziende, si moltiplicano le scommesse fai da te, una sorta di FantaPapa che ricalca la formula del Fantacalcio o dei recenti giochi legati a eventi musicali. L’idea è sempre la stessa: tentare di prevedere il vincitore, in questo caso il prossimo Pontefice, assegnando ai cardinali papabili lo stesso tipo di popolarità attribuita normalmente a calciatori e cantanti. Tra i nomi più gettonati emergono quelli di Pietro Parolin, Luis Antonio Tagle, Pierbattista Pizzaballa, Matteo Zuppi e Fridolin Ambongo Besungu. Figure note anche oltre i confini della Chiesa cattolica, grazie al loro ruolo pubblico, ai loro interventi e, soprattutto, all’attenzione mediatica che li circonda.
Se in Italia le scommesse ufficiali sul nome del futuro Papa sono vietate da una direttiva dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che esclude ogni evento religioso da quelli quotabili, all’estero i bookmaker non si pongono alcun limite. Le principali piattaforme di scommesse, specialmente nel Regno Unito, hanno già da giorni attivato sezioni specifiche dedicate al Conclave, con un ventaglio di possibilità che copre non solo il nome del nuovo Pontefice, ma anche il giorno dell’elezione e persino il nome che il nuovo Papa sceglierà.
Secondo le stime più recenti, Parolin è attualmente in cima alle preferenze degli scommettitori, con una quota che lo vede favorito al 32%, mentre il cardinale filippino Tagle raccoglie il 16%. Sale anche l’interesse per Mario Grech, cardinale maltese vicino a Papa Francesco, la cui quota è scesa rapidamente, passando da 42 a 20 in pochi giorni, segno di un crescente consenso nei circuiti internazionali delle giocate. In continua evoluzione anche le previsioni legate alla durata del Conclave: si prevede una fumata bianca già per l’8 maggio, quotata a 2,10, più probabile rispetto al 9 maggio, dato a 2,75. Più remota l’elezione al 10 maggio, fissata a 7, mentre la possibilità che si concluda tutto il 7 maggio alla prima votazione è pagata nove volte la posta.
Altro terreno fertile per le scommesse riguarda la scelta del nome pontificale. Francesco resta il più probabile, con una quota a 5, mentre Giovanni e Giovanni Paolo seguono a 6. Il nome Benedetto, invece, è dato a 7. Una serie di previsioni che, seppur lontane dalla realtà concreta delle votazioni in Sistina, restituisce una fotografia di quanto l’evento venga percepito anche come occasione per esercitare la fantasia e il pronostico.
Dietro la facciata leggera del FantaPapa, resta però il senso autentico del Conclave, che è ben altro rispetto al gioco delle ipotesi. Le dinamiche interne al Collegio cardinalizio seguono regole non scritte fatte di equilibrio, compromessi, trattative e scelte strategiche. Ogni votazione rappresenta il frutto di una complessa mediazione tra diverse visioni ecclesiali, aree geografiche, sensibilità pastorali e interessi di lungo corso. Una realtà che, per forza di cose, sfugge a ogni previsione costruita su basi esterne.
Nonostante ciò, l’attenzione globale che accompagna l’evento si riflette anche nella diffusione virale di iniziative che, sebbene in apparenza marginali, testimoniano il potere simbolico e culturale dell’elezione del Papa. Il fenomeno del FantaPapa, quindi, non è che un riflesso di questa tensione collettiva verso un evento che, pur avendo una dimensione strettamente religiosa, continua a esercitare un forte richiamo sociale e mediatico.
La distanza tra chi vive il Conclave come momento di fede e raccoglimento e chi lo trasforma in occasione di svago e scommessa segna la doppia faccia di un evento che, più di ogni altro, unisce spiritualità e attenzione planetaria. Da una parte la preghiera, dall’altra il pronostico: due mondi che si osservano da lontano, convergendo solo nel riconoscere la portata straordinaria di un passaggio destinato a lasciare un segno profondo nella storia della Chiesa.
