A bordo anche attivisti da 21 Paesi. Nessun ferito
Un’imbarcazione carica di aiuti destinati alla popolazione palestinese della Striscia di Gaza è stata colpita da un attacco di droni mentre si trovava in acque internazionali, nei pressi dell’isola di Malta. L’incidente, avvenuto poco dopo la mezzanotte, ha provocato un incendio a bordo della nave Conscience, parte della Freedom Flotilla Coalition, organizzazione che da anni promuove iniziative per interrompere il blocco su Gaza.
Gli attivisti presenti sulla nave, che hanno immediatamente trasmesso un segnale di emergenza, hanno descritto la scena come caotica e critica. “C’è una falla nello scafo e l’imbarcazione rischia di affondare”, ha riferito alla CNN Yasemin Acar, portavoce della Freedom Flotilla Coalition, che ha seguito la vicenda da Malta.
La nave, battente bandiera di Palau, era salpata martedì sera dal porto di Zarzis, in Tunisia, e si trovava in navigazione da circa 12 ore verso Malta, dove era previsto l’imbarco di decine di volontari provenienti da oltre venti Paesi. Tra i partecipanti attesi figuravano nomi noti come la giovane attivista per il clima Greta Thunberg e l’ex colonnello dell’esercito statunitense Mary Ann Wright.
Secondo quanto comunicato dagli organizzatori, né Thunberg né Wright si trovavano a bordo al momento dell’attacco. Il loro imbarco era previsto nella tappa successiva a Malta, dove la nave avrebbe fatto scalo prima di dirigersi verso Gaza con il carico umanitario.
Il governo maltese, che ha coordinato le operazioni di soccorso, ha confermato che i 12 membri dell’equipaggio e i 4 civili presenti sull’imbarcazione sono stati recuperati e messi in sicurezza. Non si registrano vittime né feriti. I soccorritori hanno prestato assistenza anche nelle operazioni di contenimento dell’incendio.
“L’equipaggio ha rifiutato il trasferimento completo sul rimorchiatore, ma ha accettato supporto tecnico per fronteggiare le fiamme”, si legge in una nota diffusa dall’ufficio del primo ministro maltese. Le autorità non hanno ancora attribuito responsabilità dirette per l’attacco, che resta al momento senza rivendicazioni ufficiali.
La Freedom Flotilla Coalition, che opera attraverso campagne pacifiche per la fine dell’assedio israeliano su Gaza, ha denunciato l’aggressione come un atto deliberato volto a ostacolare gli sforzi umanitari. “Abbiamo scelto di mantenere il riserbo sulla missione fino all’ultimo per ridurre il rischio di sabotaggi. Ma ciò non è bastato”, hanno dichiarato in un comunicato.
Oltre a Thunberg e Wright, la spedizione avrebbe dovuto includere medici, osservatori internazionali, attivisti per i diritti umani e rappresentanti della società civile. La nave trasportava cibo, medicine e forniture mediche urgenti, destinate ai civili palestinesi bloccati nella Striscia di Gaza, duramente colpita da mesi di conflitto.
Il video dell’incidente, registrato da alcuni passeggeri e diffuso sui social media, mostra fiamme e fumo che avvolgono la parte centrale dell’imbarcazione, mentre si sentono urla e richieste di aiuto in sottofondo. Le immagini hanno suscitato una vasta reazione internazionale, con numerose ONG che hanno espresso solidarietà agli attivisti e chiesto chiarezza sugli autori dell’attacco.
L’episodio rappresenta un grave precedente per le future missioni civili in acque internazionali, aumentando i timori per la sicurezza dei convogli umanitari in una regione sempre più instabile. Le autorità di Malta hanno annunciato l’apertura di un’inchiesta in coordinamento con altri organismi internazionali per stabilire le dinamiche dell’attacco e verificarne la matrice.
Non è la prima volta che imbarcazioni dirette verso Gaza con aiuti vengono bloccate o aggredite. Le iniziative della Freedom Flotilla Coalition sono spesso oggetto di contestazioni diplomatiche e ostacoli logistici. Tuttavia, mai prima d’ora una delle loro navi era stata coinvolta in un attacco armato con droni.
Resta ora incerto il futuro della missione. I rappresentanti della coalizione hanno dichiarato che “nonostante l’attacco, lo spirito della missione resta integro”. Si stanno valutando alternative per completare la consegna del carico e garantire la prosecuzione dell’impegno a sostegno della popolazione gazawi.
Nel frattempo, continuano ad affluire a Malta gli attivisti internazionali convocati per la missione. Molti di loro, incluso il team legato a Greta Thunberg, si sono detti pronti a ripartire appena saranno disponibili le condizioni minime di sicurezza per il viaggio.
Le prossime ore saranno decisive per capire se e come la spedizione potrà essere riattivata. Il caso, intanto, ha già acceso un nuovo faro sull’emergenza umanitaria nella Striscia e sulla crescente vulnerabilità delle iniziative civili in scenari di conflitto.
(AdnKronoss)
