Caldo estremo in Italia: vittime, blackout e ospedali pieni

Allerta rossa in 18 città, firmato protocollo anti-ondate

Una donna di 53 anni è morta a Bagheria, in provincia di Palermo, dopo essersi accasciata sul marciapiede surriscaldato. Affetta da patologie cardiache, è una delle prime vittime dell’ondata di calore che sta investendo l’Italia. Le temperature estreme continuano a provocare conseguenze gravi anche sui luoghi di lavoro: un operaio è in coma a Tezze sul Brenta, nel Vicentino, colpito da un malore mentre lavorava all’interno di una cisterna satura di vapori metallici. Era insieme a un collega, anch’egli soccorso per lo stesso motivo. Due giorni prima, un altro lavoratore aveva perso la vita a San Lazzaro di Savena, in Emilia-Romagna.

Il caldo, da nord a sud, sta generando una pressione estrema sul sistema sanitario nazionale, con un aumento fino al 20% degli accessi ai Pronto soccorso, specialmente da parte di anziani e persone affette da patologie croniche. In Lombardia, una donna di 66 anni è stata soccorsa in stato d’incoscienza sulla terrazza del Duomo di Milano e trasportata d’urgenza al Policlinico.

A Firenze e Bergamo si sono registrati blackout estesi dovuti al sovraccarico delle reti elettriche, generate dall’uso intensivo dei condizionatori. Nella città toscana il guasto ha lasciato senza elettricità intere aree del centro storico, colpendo abitazioni, esercizi commerciali e alberghi pieni di turisti. A Bergamo, oltre alle abitazioni, sono rimasti al buio anche gli impianti semaforici, generando disagi alla circolazione.

Sono attualmente 17 le città contrassegnate con il bollino rosso, a cui da mercoledì si aggiungerà Campobasso. Tra queste, Bologna, Bolzano, Brescia, Firenze, Perugia e Torino sono in allerta massima da più di cinque giorni consecutivi. Le Regioni stanno reagendo con ordinanze locali per limitare l’esposizione al calore di chi lavora all’aperto. In Sardegna, ad esempio, agricoltori e operai edili non possono operare tra le 12:30 e le 16:00 fino alla fine di agosto. Misure simili sono state adottate in Veneto, Lazio, Lombardia, Emilia-Romagna e Piemonte.

Domani pomeriggio sarà firmato il protocollo nazionale per la sicurezza sul lavoro durante le emergenze climatiche. Il documento, frutto dell’intesa tra Ministero del Lavoro, imprese e sindacati, prevede controlli medici rafforzati, orari flessibili, abbigliamento tecnico e ammortizzatori sociali per i comparti più esposti. Il settore agricolo è tra i più coinvolti, con circa 500mila addetti impegnati nella raccolta stagionale su tutto il territorio nazionale.

In Calabria i Pronto soccorso sono stati potenziati con l’inserimento di 30 medici specializzandi per la gestione dei casi meno gravi. La Liguria ha attivato un piano per 5.500 persone considerate fragili, dopo che l’entroterra spezzino ha sfiorato i 40 gradi. A Roma, dove il caldo si somma all’afflusso di pellegrini per il Giubileo, sono state allestite tende refrigerate della Croce Rossa presso stazioni e basiliche. Il livello rosso sarà mantenuto fino al 3 luglio.

A Napoli, una rete di trenta rifugi climatici è attiva tra parchi e ville comunali. In Campania, alcuni Comuni stanno aprendo centri di accoglienza per i cittadini più esposti. A Bari, il Piano caldo prevede consegne a domicilio di beni di prima necessità e una linea telefonica di supporto per chi vive solo. In varie città italiane, vengono incentivati gli accessi a piscine pubbliche, musei climatizzati, centri anziani e centri commerciali, considerati ambienti protetti contro i rischi delle alte temperature.

Le previsioni indicano un possibile cedimento dell’anticiclone africano a partire da venerdì, con l’arrivo di temporali e grandinate sulle regioni alpine. Il maltempo dovrebbe poi estendersi verso il centro-sud entro lunedì, portando un temporaneo sollievo ma anche nuovi rischi legati a fenomeni estremi.

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