Proposta finale ora nelle mani di Hamas per l’intesa
Israele ha accettato le condizioni per una tregua di 60 giorni nella Striscia di Gaza. L’annuncio arriva da Donald Trump, che ha riferito dell’intesa attraverso un messaggio pubblicato sulla piattaforma Truth. L’ex presidente degli Stati Uniti ha spiegato che l’accordo è stato raggiunto dopo un incontro definito “lungo e produttivo” tra i suoi inviati e funzionari israeliani, tenutosi nella giornata di martedì.
Secondo quanto comunicato, durante il periodo di cessate il fuoco si intende favorire la conclusione del conflitto in corso, tramite un’azione coordinata con tutte le parti coinvolte. Trump ha precisato che la proposta finale sarà ora presentata ad Hamas da mediatori internazionali, in particolare dal Qatar e dall’Egitto, che stanno svolgendo un ruolo attivo nei negoziati.
L’ipotesi di una tregua temporanea di due mesi rappresenta un passaggio cruciale all’interno delle iniziative diplomatiche in atto per arginare la spirale di violenze che prosegue da mesi nell’enclave palestinese. Il coinvolgimento diretto degli Stati Uniti, attraverso l’intervento di Trump e dei suoi rappresentanti, ha contribuito a una nuova accelerazione delle trattative.
La disponibilità di Israele ad accettare i termini previsti per il cessate il fuoco segna una svolta nella posizione del governo israeliano, che finora aveva mantenuto una linea più rigida sulle condizioni per sospendere le operazioni militari. L’eventuale adesione di Hamas alla proposta aprirebbe la strada all’avvio di colloqui più strutturati per un accordo duraturo.
Il piano delineato prevede un periodo di pausa nelle ostilità durante il quale le parti coinvolte potranno impegnarsi, con la mediazione internazionale, nella definizione di un percorso diplomatico che consenta una stabilizzazione dell’area. Le autorità israeliane, secondo quanto riferito da Trump, sarebbero pronte a collaborare in questo contesto, a condizione che anche Hamas accetti formalmente l’intesa proposta.
Il ruolo del Qatar e dell’Egitto continua a essere centrale, come evidenziato dalla scelta di affidare proprio a questi due attori la presentazione ufficiale del documento ad Hamas. Le due diplomazie stanno operando in stretto contatto con le parti, nel tentativo di evitare un ulteriore deterioramento della situazione sul campo.
La risposta di Hamas resta al momento l’elemento decisivo per l’attuazione della tregua. La proposta, secondo fonti vicine al dossier, si fonda su principi già discussi nei precedenti round di negoziati, ma riformulati per renderli più accettabili per entrambe le parti.
Trump ha sottolineato l’urgenza di una soluzione, riferendo che un mancato accordo rischierebbe di peggiorare ulteriormente la crisi. Le prossime ore saranno quindi determinanti per comprendere se Hamas intenderà aderire alla tregua proposta, aprendo così uno scenario di de-escalation, o se il conflitto proseguirà con nuove fasi di violenza.
