Landini: contrastare solitudine e precariato, rafforzare stato sociale
Il segretario generale della CGIL, Maurizio Landini, ha delineato stamattina, durante il congresso della Rete Auser, una strategia di rinnovamento per l’azione sindacale. La sua visione pone l’accento sulla necessità di un radicale cambiamento di approccio, allontanandosi da un ruolo meramente reattivo e puntando a una presenza attiva e propositiva sul campo.
Landini ha sottolineato come l’esperienza recente legata al referendum abbia evidenziato una profonda volontà di partecipazione e cambiamento da parte di milioni di cittadini, ma anche un allarmante incremento della solitudine e dell’emarginazione. Ha ribadito con forza l’imperativo di combattere questi fenomeni attraverso la solidarietà e la giustizia sociale, affermando che non si può consentire che gli individui affrontino da soli difficoltà estreme, pena la perdita stessa della rappresentanza.
Il leader sindacale ha evidenziato la vulnerabilità del sistema pensionistico, attribuendola a un mancato intervento di riforma fiscale che coinvolga equamente tutti i contribuenti. Ha spiegato che l’aumento dell’aspettativa di vita, sebbene positivo, comporta un aumento delle esigenze pensionistiche e sanitarie, ma che il sistema non è sostenibile con un numero decrescente di lavoratori, spesso precari e con contributi minimi. Questa situazione, ha ammonito, compromette tanto la previdenza sociale quanto lo Stato sociale nel suo complesso.
Landini ha espresso critiche alle attuali decisioni di bilancio governative, sottolineando l’impegno dell’Italia con l’Unione Europea a contenere la spesa sociale e a ridurre il debito pubblico senza però prevedere un aumento delle entrate. Ha evidenziato come i tagli alla spesa corrente ricadano su enti locali come Comuni e Regioni, costringendoli a ridurre i servizi offerti o ad incrementare la tassazione locale.
Ha inoltre messo in luce che le uniche vere maggiori entrate fiscali degli ultimi anni sono state generate da lavoratori dipendenti e pensionati tramite l’IRPEF, ma che tali risorse non sono state reinvestite in servizi essenziali, bensì deviate altrove, mentre si assiste a una proliferazione di condoni fiscali per chi storicamente ha evaso.
Riflettendo sull’esito del referendum, Landini ha precisato che l’iniziativa non aveva motivazioni politiche o clientelari, ma mirava a modificare normative ritenute errate, adottate sia da governi di destra che di sinistra. Ha insistito sulla necessità di comprendere le ragioni dell’astensionismo, rimarcando che l’invito a non votare danneggia la democrazia e che chi lo ha promosso, anche in ambienti di sinistra, dovrebbe riflettere sulle conseguenze negative generate. Il suo appello è a proseguire nel dialogo e nella costruzione di relazioni per riportare al centro il valore della partecipazione.
