Gli incidenti stradali restano alti: la riforma del Codice della Strada non incide

Nonostante la riforma del Codice della Strada, i dati sugli incidenti stradali mortali in Italia non mostrano cali significativi.

Gli incidenti stradali restano alti: la riforma del Codice della Strada non incide

Gli incidenti stradali – La riforma del Codice della Strada, entrata in vigore il 14 dicembre 2024, non ha portato a una riduzione significativa degli incidenti stradali mortali in Italia. È quanto emerge dalle analisi condotte dall’Asaps (Associazione Sostenitori Polizia Stradale), che sottolinea l’assenza di un calo tangibile della mortalità nonostante i dati presentati dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Secondo il ministro Matteo Salvini, nei primi quindici giorni di applicazione delle nuove norme, le morti su strada sono diminuite del 25%, passando dai 67 decessi registrati nello stesso periodo del 2023 ai 50 del 2024. Tuttavia, queste cifre si basano esclusivamente sui rilievi di Polizia Stradale e Carabinieri, che coprono solo il 34% degli incidenti con lesioni, mentre il restante 66% è rilevato dalle Polizie Municipali, le cui segnalazioni non sono state incluse nelle statistiche ministeriali.

Il presidente dell’Asaps, Giordano Biserni, contesta i dati del Ministero, evidenziando che, nel periodo considerato, le morti sulle strade italiane hanno superato le 110, secondo le rilevazioni effettuate dall’Associazione attraverso fonti pubbliche. “Questa cifra è pressoché stabile rispetto ai 110 decessi registrati nel 2023 nello stesso arco temporale. Non vi è, dunque, alcuna riduzione del 25%, affermazione che risulta fuorviante e imprecisa,” dichiara Biserni.

Rilevazioni incomplete e dati sottostimati

L’Asaps conduce un monitoraggio costante della mortalità stradale attraverso osservatori specializzati e fonti pubbliche, in collaborazione con l’Associazione Lorenzo Guarnieri (ALG). Tuttavia, Biserni sottolinea che i dati raccolti sottostimano il fenomeno, non tenendo conto delle vittime decedute entro 30 giorni dall’incidente.

Considerando il periodo dal 14 dicembre 2024 al 1° gennaio 2025, l’Asaps ha registrato 134 morti in 125 incidenti mortali, contro i 131 decessi in 115 collisioni avvenute nello stesso periodo dell’anno precedente. “Nonostante la riforma, il bilancio della mortalità stradale non presenta miglioramenti rispetto al passato. Sulle nostre strade si continua a morire con la stessa frequenza,” commenta Biserni.

Critiche alla gestione ministeriale e proposte di miglioramento

Il presidente dell’Asaps denuncia anche la lentezza e l’incompletezza nella raccolta dei dati sugli incidenti stradali. La mancanza di una tempestiva integrazione delle segnalazioni provenienti dalle Polizie Municipali impedisce un’analisi accurata del fenomeno, soprattutto nelle aree urbane, dove si concentra la maggior parte delle collisioni con vittime.

“Riteniamo essenziale che il Ministero lavori per consolidare i dati relativi agli incidenti rilevati dalle Polizie Municipali, fondamentali per comprendere appieno la portata del problema,” afferma Biserni.

La valutazione dell’impatto della riforma del Codice della Strada, secondo l’Asaps, non può basarsi su un periodo così breve e su dati parziali. Un’analisi accurata richiede monitoraggi a lungo termine e statistiche affidabili, in grado di fornire un quadro completo e realistico.

Investimenti e strategie per la sicurezza stradale

L’Asaps sottolinea, inoltre, la necessità di accompagnare le norme del Codice della Strada con investimenti mirati, sia per aumentare i controlli sulle strade che per promuovere l’educazione alla sicurezza. Biserni evidenzia la carenza di risorse e personale dedicato ai pattugliamenti stradali, indispensabili per garantire il rispetto delle regole.

“La sicurezza stradale continua a essere trattata come una questione marginale, mentre servirebbero interventi strutturali e un impegno concreto per prevenire le tragedie,” aggiunge Biserni.

L’educazione a una mobilità sicura, insieme a campagne di sensibilizzazione rivolte a tutti gli utenti della strada, dovrebbe essere al centro delle strategie per ridurre gli incidenti. Solo un approccio integrato, che combini normativa, controlli e formazione, può portare a risultati concreti nel tempo.

Conclusioni

La riforma del Codice della Strada non ha ancora prodotto gli effetti sperati in termini di riduzione della mortalità stradale. Le discrepanze nei dati e la mancanza di un monitoraggio completo sollevano interrogativi sull’efficacia delle nuove norme.

L’Asaps invita il Governo a potenziare la raccolta dei dati, migliorare i controlli sul territorio e investire in educazione alla sicurezza, affinché la lotta contro gli incidenti stradali diventi una priorità nazionale. Senza un’azione coordinata e determinata, il numero di vittime sulle strade rischia di rimanere immutato, con gravi conseguenze per l’intera società.

Fonte: Agenzia Stampa Associata

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