Il nuovo Codice della strada è legge tra polemiche
Il nuovo Codice – La riforma del Codice della strada ha ottenuto l’approvazione definitiva al Senato, diventando ufficialmente legge. Questo provvedimento, voluto dal ministro dei Trasporti Matteo Salvini e dalla maggioranza di governo, ha suscitato ampi consensi tra le forze politiche che lo hanno sostenuto, ma anche numerose critiche dalle opposizioni e dalle associazioni di categoria.
Nuove norme e misure principali
Tra le modifiche più rilevanti introdotte:
- Stretta sui monopattini: nuove regole per l’utilizzo, con limiti più rigidi.
- Riforma degli autovelox: aggiornamento delle normative per il controllo della velocità.
- Zone Ztl: definizione e regolamentazione più chiare per le aree a traffico limitato.
- Controlli antidroga: previste sanzioni severe per chi guida sotto l’effetto di stupefacenti.
Il vicepremier Salvini ha descritto la riforma come il risultato di un confronto durato oltre un anno con enti locali, esperti e rappresentanti del settore. L’obiettivo dichiarato è ridurre drasticamente le vittime della strada, un problema definito come “una strage inaccettabile”.
Reazioni contrastanti
Durante la giornata dell’approvazione, un gruppo di ciclisti ha organizzato un flash mob vicino a Palazzo Madama, denunciando che le nuove norme penalizzano la mobilità sostenibile. I manifestanti, circa cinquanta, hanno criticato il provvedimento definendolo “un’offesa alle vittime della strada”.
Dal canto suo, Salvini ha ribadito che il testo offre maggiore sicurezza e prevenzione, aggiungendo che include una vera educazione stradale per contrastare abusi e comportamenti scorretti. Fratelli d’Italia, Forza Italia e Noi Moderati hanno sostenuto l’iniziativa, sottolineando il carattere necessario delle misure per salvare vite.
Dati sul comportamento alla guida
Un’indagine presentata dall’Anas ha evidenziato aspetti critici e alcuni miglioramenti nei comportamenti degli automobilisti italiani:
- Velocità: il 51% degli intervistati non considera pericoloso superare i limiti; solo il 34,7% ritiene importante rispettarli.
- Smartphone al volante: in diminuzione l’uso del dispositivo, passato dal 9,6% del 2023 al 7,4% del 2024. Tuttavia, gli under 40 mostrano un peggioramento, con un 9,9% che ammette di usarlo contro il 5,6% degli over 60.
- Droghe e alcol: il 72,5% ritiene queste sostanze pericolose, ma l’8,4% minimizza i rischi alla guida.
Situazione nelle città
Secondo l’Anas, Bari è la città con il maggior numero di infrazioni per eccesso di velocità, con il 34,6% degli automobilisti coinvolti, seguita da Torino (19,7%). Roma, al contrario, emerge come la più virtuosa: sul Grande Raccordo Anulare i limiti vengono superati solo dallo 0,4% – 1% dei conducenti.
Obiettivi futuri e critiche
Salvini ha annunciato ulteriori inasprimenti normativi per chi risulterà positivo a test per alcol o droghe, dichiarando che qualsiasi positività impedirà di continuare a guidare. Le opposizioni, invece, sostengono che le norme penalizzano in modo eccessivo alcune categorie, senza risolvere i problemi strutturali del sistema viario.
L’Amministratore Delegato di Anas, Aldo Isi, ha sottolineato la necessità di maggiori investimenti in educazione stradale, puntando a sensibilizzare gli automobilisti sui rischi. La riforma, intanto, entrerà in vigore con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale entro pochi giorni.
