Cittadino albanese estradato da Manchester per gravi reati
Cittadino albanese estradato – Cittadino albanese estradato da Manchester per gravi reatiIl 3 dicembre 2023, ORUCI Sajmir, cittadino albanese classe 1989, è stato arrestato a Manchester (Regno Unito), dove si trovava dopo essere stato coinvolto in un’operazione internazionale di polizia. L’uomo è stato destinato a scontare una pena di 25 anni di reclusione per gravi crimini commessi in Italia. Le indagini riguardano atti di violenza sessuale, sequestro di persona, atti persecutori e altre condanne, legate principalmente a fatti avvenuti tra il 2015 e il 2016, quando viveva a Besana Brianza, in provincia di Monza.
Le violenze, ai danni di una donna, che all’epoca era minorenne e con cui l’uomo intratteneva una relazione affettiva, hanno portato a una condanna iniziale di 12 anni e 6 mesi da parte del Tribunale di Monza. Successivamente, la pena è stata estesa a causa di altri crimini, tra cui furti aggravati e resistenza a pubblico ufficiale, per un totale di 25 anni di reclusione.
Le indagini sono state svolte dal Nucleo Investigativo Carabinieri del Comando Provinciale di Monza e Brianza, che ha ottenuto il supporto del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia e di Interpol Manchester. La collaborazione internazionale ha permesso di localizzare ORUCI nel Regno Unito, dove era già stato arrestato nel novembre 2023 per traffico di sostanze stupefacenti.
Il Mandato di Arresto Europeo è stato emesso dalla Procura della Repubblica di Monza, che ha formalizzato la richiesta di estradizione in seguito all’identificazione dell’uomo tramite confronto di fotografie e impronte digitali. Il suo arresto a Manchester ha rappresentato un passo fondamentale nella conclusione delle operazioni, che hanno portato alla sua estradizione in Italia.
Nel tardo pomeriggio del 16 dicembre 2023, ORUCI Sajmir è arrivato all’aeroporto di Milano Linate, dove è stato preso in custodia dalle autorità italiane e successivamente trasferito in carcere per iniziare a scontare la condanna.
Questo caso dimostra l’efficacia delle collaborazioni tra le forze di polizia internazionali nella lotta contro il crimine transnazionale, non solo per reati legati alla violenza e alla persecuzione ma anche per i crimini legati al traffico di droghe e al furto. L’operazione si inserisce in una serie di azioni coordinate per garantire la sicurezza e l’ordine pubblico, con il coinvolgimento di numerosi soggetti a livello europeo.
