Razzi colpiscono base Unifil: feriti 4 militari italiani

Razzi contro il contingente Unifil in Libano, danni e feriti.

Razzi colpiscono base Unifil: feriti 4 militari italiani

Razzi colpiscono base Unifil – Quattro militari italiani sono rimasti feriti oggi, 22 novembre, in seguito a un attacco con razzi contro il quartier generale della missione Unifil nel sud del Libano, presso la base Unp 2-3 di Shama. Secondo fonti raccolte dall’Adnkronos, i soldati italiani non sarebbero in pericolo di vita, riportando ferite lievi causate da schegge di vetro infrante dall’esplosione.

L’attacco, attribuito a milizie presumibilmente legate a Hezbollah, ha visto l’impiego di due razzi da 122 millimetri che hanno colpito un bunker e un’area adiacente alla polizia militare internazionale. Le detonazioni hanno provocato significativi danni alle infrastrutture vicine, ma fortunatamente senza conseguenze gravi per il personale della base.

Precedenti attacchi e analisi in corso

L’episodio segue un analogo attacco avvenuto lo scorso 19 novembre, quando otto razzi hanno colpito la stessa base, ferendo cinque membri del contingente multinazionale dell’ONU. Andrea Tenenti, portavoce di Unifil, ha confermato che sono in corso analisi per determinare la traiettoria precisa dei razzi, ribadendo che “i militari feriti presentano solo lesioni lievi”.

Unifil ha rilasciato una dichiarazione ufficiale esortando alla cessazione immediata delle ostilità: “È essenziale garantire la sicurezza dei peacekeeper e rispettare il diritto internazionale. Gli attacchi deliberati o accidentali contro i caschi blu non possono essere tollerati”.

Dichiarazioni istituzionali

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha rassicurato sulla salute dei feriti: “Nessuno dei militari corre pericoli gravi. Solo un luogotenente presenta lesioni leggere. Questo attacco è intollerabile”.

Anche il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha espresso preoccupazione e indignazione per l’accaduto. Dopo essersi messo in contatto con il comandante del contingente italiano, generale Stefano Messina, Crosetto ha sottolineato l’importanza del ruolo di Unifil come garante della pace nel sud del Libano: “Il contingente italiano non deve diventare bersaglio delle milizie locali. L’utilizzo delle basi Unifil come scudo è inaccettabile, e solleciterò il nuovo ministro della Difesa israeliano a evitare queste situazioni. La presenza di gruppi terroristici nel sud del Libano rappresenta una grave minaccia per i caschi blu e i civili”.

La reazione della premier

La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha espresso solidarietà e vicinanza ai militari italiani e alle loro famiglie: “Condanno fermamente questi attacchi contro il nostro contingente in Libano. Ribadisco che simili azioni sono inaccettabili. Invito tutte le parti coinvolte a garantire la sicurezza dei soldati di Unifil e a collaborare per individuare i responsabili”.

Impatti sulla missione Unifil

La missione Unifil, presente nel sud del Libano dal 1978, ha l’obiettivo di monitorare il cessate il fuoco tra Israele e Libano e supportare la stabilità nella regione. Tuttavia, l’escalation delle tensioni con Hezbollah e l’intensificazione degli attacchi mettono a rischio la continuità e l’efficacia dell’operazione, aumentando la pressione su governi e organizzazioni internazionali affinché intervengano per contenere il conflitto.

Eventi recenti

Ecco un riepilogo degli ultimi attacchi alla base di Shama:

  • 19 novembre: otto razzi colpiscono la base, feriti cinque soldati Onu.
  • 22 novembre: due razzi centrano il quartier generale Unifil, feriti quattro militari italiani.

L’escalation evidenzia la necessità di un intervento diplomatico più incisivo per garantire la sicurezza dei peacekeeper e delle comunità locali.

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