Le tariffe scatteranno se la produzione resta all’estero
Washington, 25 settembre – Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, rilancia la strategia commerciale nel settore farmaceutico annunciando dazi del 100% su prodotti protetti da brevetto che non siano parzialmente prodotti negli Stati Uniti. La misura entrerà in vigore dal primo ottobre, salvo eccezioni per le aziende che abbiano già avviato i lavori di costruzione di nuovi impianti, come precisato dallo stesso Trump su Truth ieri.
Secondo quanto riferito, il colosso farmaceutico Eli Lilly ha annunciato la realizzazione di uno stabilimento da 6,5 miliardi di dollari a Houston, aggiungendosi a un impianto da 5 miliardi previsto fuori Richmond, in Virginia. Tuttavia, secondo le stime aziendali, la piena operatività richiederà fino a cinque anni. Altre compagnie farmaceutiche hanno dichiarato piani simili o collaborazioni con impianti già esistenti negli Stati Uniti, segnalando una risposta strutturale alle pressioni commerciali del presidente.
Nonostante l’annuncio, alcuni analisti definiscono imprecisi i criteri per determinare quali aziende saranno soggette ai dazi, valutando l’impatto complessivo delle tariffe come contenuto, data la preparazione delle imprese e le misure preventive adottate. Lo stesso Trump aveva parlato di dazi fino al 250% sulle importazioni farmaceutiche solo poche settimane fa durante un’intervista a Cnbc, generando crescente attenzione sul settore.
In risposta, l’Unione Europea ha rassicurato gli operatori: i farmaci importati nell’area Usa non subiranno aliquote superiori al 15%. Olof Gill, vice portavoce capo della Commissione Europea, ha sottolineato che il massimale del 15% costituisce una “polizza assicurativa” per le imprese europee e che Bruxelles resta impegnata con Washington a implementare gli accordi della dichiarazione congiunta, esplorando ulteriori possibilità di esenzioni tariffarie e collaborazioni più ampie.
Il comunicato di Trump e le reazioni europee segnano un ulteriore capitolo nelle tensioni commerciali globali nel settore farmaceutico, tra strategie protezionistiche e misure diplomatiche mirate a garantire continuità e sicurezza degli approvvigionamenti.
