Kenny Loggins contro Trump: “Danger Zone video AI offensivo”

 

Il cantautore chiede tutele: copyright e musica per unire, non dividere

Il celebre cantautore americano Kenny Loggins rompe il silenzio e si scaglia pubblicamente contro il presidente Donald Trump dopo che la sua iconica ‘Danger Zone’ è stata utilizzata, senza alcuna autorizzazione, in un video generato con l’intelligenza artificiale. Il video, pubblicato da Trump su Truth, mostra il presidente-cantante alla guida di un jet da guerra sormontato da una corona, mentre sorvola una folla di manifestanti ‘No Kings’; la pioggia di escrementi sganciata al ritmo della celeberrima colonna sonora di Top Gun fa il giro dei social, sollevando proteste e reazioni in tutto il Paese.

Kenny Loggins, autore della canzone diventata simbolo negli anni Ottanta, ha affidato a Instagram e a Variety il proprio sfogo: “Non riesco a immaginare perché qualcuno desideri associare la propria musica a contenuti creati con il solo scopo di dividerci. Siamo tutti americani, la musica dovrebbe unirci”. Loggins non usa mezzi termini nel definire “una violazione oltraggiosa” l’accostamento forzato della sua opera alla figura e alla satira irriverente di Trump; il cantautore denuncia come nessuno, né lui né i detentori dei diritti, siano stati interpellati per autorizzare l’uso della canzone. “Nessuno mi ha chiesto il permesso, che avrei comunque negato. Chiedo che la mia musica venga rimossa immediatamente”, ribadisce. L’artista richiama all’urgenza di “nuovi modi per unirci”, di fronte a un Paese sempre più lacerato dalla polarizzazione politica. Non si tratta solo di una questione morale o personale. Loggins sottolinea i rischi legali legati all’uso di contenuti protetti tramite AI: “Stiamo entrando in una nuova frontiera di violazioni”. E invita colleghi e creativi a difendere i propri diritti e la libertà artistica dalle distorsioni di un potere che, secondo i critici, “preferisce chiedere perdono piuttosto che permesso”. Il caso, come altri simili accaduti negli ultimi mesi – da The White Stripes a Celine Dion fino agli Abba – rilancia il dibattito sulla tutela del copyright nell’era digitale e sui rischi dell’intelligenza artificiale quando viene impiegata per obiettivi politici e propagandistici.

Intanto, tra i sostenitori di Trump il video viene celebrato come trovata satirica; ma il pubblico si divide e molti artisti, attivisti e osservatori denunciano un uso “degradante e pericoloso” della musica in chiave politica. La risposta dello staff presidenziale, come riportato da Axios, ha il sapore del meme: un’immagine tratta da Top Gun con Tom Cruise che dice “I feel the need for speed”, mentre sullo sfondo si sente la musica di Loggins. Una sfida che sposta il dibattito dalla provocazione politica al diritto d’autore, in un’epoca in cui la creatività umana chiede regole chiare per non essere travolta dalla tecnologia.

Kenny Loggins conclude il suo appello con un invito all’unità e alla responsabilità: “Abbiamo bisogno di leggi chiare che proteggano la creatività umana nell’era digitale. Troppa gente cerca di dividerci, ma la musica, più che mai, deve aiutarci a ritrovare ciò che ci unisce”.

(Via/Adnkronos)

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