Meloni critica i magistrati sul caso Almasri: “Si candidino”
La premier Giorgia Meloni ha nuovamente criticato i magistrati in merito al caso Almasri, durante un evento pubblico a Milano. Meloni ha espresso il suo disappunto per essere stata iscritta nel registro degli indagati, accusando la magistratura di fare politica e ostacolare il lavoro del governo. La premier ha dichiarato: “Se io sbaglio, gli italiani mi mandano a casa. Se sbagliano loro, nessuno può fare o dire niente”.
Meloni ha puntato il dito contro la Procura di Roma, che ha emesso avvisi di garanzia per lei, per i ministri della Giustizia Nordio e dell’Interno Piantedosi, e per il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Mantovano. Partecipando in video collegamento all’evento “La Ripartenza”, Meloni ha affermato che alcuni giudici vogliono decidere la politica industriale, ambientale e dell’immigrazione, oltre a riformare la giustizia e stabilire le spese pubbliche.
La premier aveva già criticato la magistratura martedì, annunciando sui social media e informando privatamente il presidente della Repubblica Mattarella di essere stata iscritta nel registro degli indagati. Meloni ha risposto a una domanda del giornalista Nicola Porro, sostenendo che l’avviso di garanzia era voluto e che le procure hanno discrezionalità nell’inviarlo.
L’Associazione nazionale magistrati ha commentato che il provvedimento non era un avviso di garanzia, ma una comunicazione di iscrizione, rimettendo la procedura al Tribunale dei Ministri. Questo tribunale, competente per i reati commessi dal Presidente del Consiglio e dai ministri nell’esercizio delle loro funzioni, è una sezione della giustizia ordinaria basata sull’articolo 96 della Costituzione dopo la riforma del 1989.
Meloni ha accusato la Procura di Roma e il suo capo, Francesco Lo Voi, di essere magistrati politicizzati che vogliono governare e ha suggerito che dovrebbero candidarsi alle elezioni. La premier ha ribadito che la magistratura è una colonna portante della Repubblica, ma ha lamentato che ostacolano il lavoro del governo, causando frustrazione.
Secondo Meloni, la situazione attuale danneggia l’Italia, citando il Financial Times e altri quotidiani internazionali che hanno dato risalto alla notizia delle indagini sui membri dell’esecutivo italiano. La premier ha dichiarato che, mentre i cittadini italiani comprendono la situazione, all’estero non è lo stesso.
La leader del Partito Democratico all’opposizione, Elly Schlein, ha criticato Meloni, affermando che dovrebbe riferire al Paese nelle sedi istituzionali e non ai propri follower. Nicola Fratoianni dell’Alleanza Verdi Sinistra ha chiesto pubblicamente a Meloni di rispondere alle domande riguardanti il rilascio del generale libico accusato di crimini di guerra e contro l’umanità.
Fratoianni ha chiesto perché il governo italiano abbia scarcerato un torturatore accusato dalla Corte penale internazionale e lo abbia riaccompagnato a casa con un volo di Stato dei servizi, con tutti gli onori. La vicenda continua a suscitare reazioni e polemiche nel panorama politico italiano.
