Salvini rilancia sul Ponte: “Non mi interessano gli scontri”

Il ministro ribadisce che l’opera andrà avanti comunque

Nonostante le critiche e le recenti osservazioni della Corte dei Conti, il vicepremier Matteo Salvini conferma la determinazione del governo nel portare avanti la costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina. Intervenendo a Radio Anch’io su Rai 1, il ministro delle Infrastrutture ha dichiarato di non essere interessato ai toni polemici: “Toni più bassi? Io voglio solo fare il ponte, non mi interessano gli scontri”.

Salvini ha sottolineato come l’opera rappresenti “un’unione concreta per 5 milioni di italiani tra Sicilia e Calabria”, destinata a ridurre tempi di percorrenza e impatto ambientale. “Invece di tre ore in treno merci o quattro in macchina, si potrà attraversare lo Stretto in quindici minuti – ha spiegato – pagando sette euro al posto di quarantadue”.

Il ministro ha evidenziato anche l’ampio consenso che, a suo dire, il progetto riscuote nella società civile. “Ho letto di grandi architetti come Fuksas e Libeskind, di associazioni di agricoltori, commercianti, imprenditori e autotrasportatori, dell’amministratore di Enel, di Ferrovie dello Stato, di Confindustria: sono tutti favorevoli”, ha osservato, ribadendo che “il ponte non serve a Salvini, ma al Paese”.

Sul piano economico, il titolare delle Infrastrutture ha ricordato che “il costo complessivo sarà di 13,5 miliardi di euro, meno di altri grandi cantieri come la Tav, il Brennero o l’Alta Velocità Brescia-Verona-Vicenza”. Secondo Salvini, il ritorno economico sarà “pari al doppio dell’investimento”.

Dopo il mancato visto di legittimità del Cipess da parte della Corte dei Conti, il governo ha ribadito la sua compattezza. “Andiamo avanti – ha detto Salvini – la maggioranza è unita. Abbiamo appena concluso una riunione con Meloni e Tajani, che mi hanno confermato il mandato a procedere”.

Il ministro ha assicurato che i rilievi della Corte saranno affrontati con massima serenità e documentazione puntuale. “Siamo convinti di poter rispondere punto per punto – ha spiegato –. L’obiettivo è garantire la copertura dei fondi necessari e far partire i cantieri dopo 160 anni di attesa”.

Il vicepremier ha concluso ribadendo che l’esecutivo non intende arretrare: “Abbiamo aspettato un secolo, aspetteremo un secolo e due mesi se serve, ma il Ponte si farà”.

(Sai/Adnkronos)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Related Posts

No widgets found. Go to Widget page and add the widget in Offcanvas Sidebar Widget Area.