Esposto all’Agcm per presunta promozione non trasparente
Il Codacons ha presentato un esposto all’Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato (Agcm) segnalando un possibile caso di pubblicità occulta che coinvolgerebbe Rossella Erra, nota giudice popolare del programma televisivo Ballando con le Stelle. Secondo quanto riportato, la vicenda riguarda la puntata andata in onda il 27 settembre, durante la quale Erra avrebbe mostrato alcuni gioielli attraverso una storia Instagram prima di indossarli nel corso della trasmissione.
Nel documento, visionato da Adnkronos, l’associazione dei consumatori sottolinea come la giudice avrebbe sfruttato la propria visibilità sui social per promuovere il marchio di gioielli senza esplicitare la natura commerciale del contenuto. La storia Instagram, infatti, conteneva riferimenti diretti ai prodotti, segnalando agli utenti quali accessori sarebbero stati indossati durante la serata televisiva.
Il Codacons evidenzia che tale comportamento potrebbe costituire una forma di pubblicità ingannevole, in quanto non chiara e immediatamente riconoscibile come promozione. L’esposizione su più canali – social e televisione – amplifica la potenziale influenza sui consumatori, generando un rischio di errore nella percezione dell’autenticità del contenuto e incidendo sul corretto funzionamento del mercato.
Nell’esposto si ricorda che la legge vieta la pubblicità occulta nei servizi audiovisivi, tranne che in forme indirette, soggette a specifici limiti e condizioni secondo il D.Lgs. n. 177/2005. L’associazione chiede pertanto all’Agcm di avviare verifiche approfondite per accertare eventuali violazioni e responsabilità, con la possibilità di applicare sanzioni e inibire pratiche commerciali scorrette.
Il Codacons sottolinea come la notorietà della giudice e la vastità del pubblico social rendano particolarmente rilevante il controllo di tali contenuti, al fine di tutelare la libertà di scelta degli utenti e garantire trasparenza nel settore dei servizi audiovisivi. L’Autorità dovrà valutare se la promozione dei gioielli sia stata effettivamente occultata e se il comportamento possa essere qualificato come pratica commerciale scorretta.
