Sinner racconta l’incubo doping: “Mi sono sentito perso”
Sinner racconta – Jannik Sinner, tennista italiano, ha condiviso in un’intervista a Esquire Italia la sua esperienza di angoscia e solitudine durante il periodo di incertezze legate al caso doping che lo coinvolge. In attesa della sentenza finale che arriverà non prima di febbraio 2025, il giovane sportivo ha raccontato i momenti più difficili che ha vissuto, legati alle accuse di doping. La vicenda ha coinvolto la Wada, l’agenzia mondiale antidoping, che ha presentato ricorso al TAS, il Tribunale Arbitrale Sportivo, per un’ulteriore revisione del caso.
Sinner ha descritto i giorni più bui, segnati da insonnia e da un crescente senso di smarrimento: “Non dormivo e non parlavo, mi sono sentito perso”, ha dichiarato. Nonostante la certezza della propria innocenza, il tennista ha rivelato che il peso della situazione lo ha portato a vivere con una costante sensazione di disagio. “Non potevo parlarne con nessuno, non potevo sfogarmi. Mi sentivo isolato”, ha spiegato Sinner, rimarcando quanto fosse difficile affrontare una situazione tanto complessa senza il supporto delle persone più vicine.
Uno dei momenti che ha segnato maggiormente Sinner è stato il torneo di Wimbledon, dove, dopo essere stato eliminato ai quarti di finale dal russo Daniil Medvedev, si è trovato ad affrontare un’ondata di giudizi e sospetti. “A Wimbledon ero bianco come un fantasma. Entravo ad allenarmi nel circolo di Cincinnati e pensavo: come mi stanno guardando? Cosa pensano davvero di me?”, ha ricordato. “Lì ho capito chi mi è veramente amico”, ha aggiunto, sottolineando come il supporto di chi gli stava vicino si sia rivelato fondamentale in quel periodo.
Nel corso dell’intervista, Sinner ha anche riflettuto sul suo percorso di crescita sportiva, parlando della sua evoluzione come tennista negli ultimi mesi. “Il mio gioco è un mix tra solido e aggressivo. Faccio più fatica a difendere, e cerco di non andare mai in difesa”, ha detto. Una delle figure che ha avuto un grande impatto sul suo stile di gioco è stato proprio Daniil Medvedev, che ha spinto Sinner a migliorarsi in un aspetto che prima non faceva parte del suo repertorio: il serve & volley. “Medvedev mi ha costretto a praticarlo per provare a batterlo”, ha affermato il tennista italiano, riconoscendo quanto le sfide con avversari di alto livello siano diventate determinanti per la sua crescita.
Sinner ha parlato anche del suo rapporto con Novak Djokovic, uno dei giocatori che più lo ha influenzato nel corso della sua carriera. “Io sono della scuola che o si vince o si impara”, ha dichiarato. “A me perdere spesso con Novak Djokovic ha insegnato tanto. Fa bene, mi sveglia”, ha proseguito, facendo riferimento alla sua esperienza nei confronti del campione serbo. Il tennista ha paragonato la sua esperienza sportiva a quella di un calciatore che affronta grandi campioni, come Cristiano Ronaldo: “Nel calcio può capitare di giocare contro Ronaldo e capire che devi prepararti meglio. Ma quando sarà la prossima volta? Noi, invece, abbiamo più occasioni di rifarci”.
In attesa della sentenza finale, che potrebbe chiudere una fase difficile della sua carriera, Sinner si concentra sul presente e sul miglioramento continuo del suo gioco, deciso a non lasciarsi sopraffare dalle difficoltà.
